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Maidan Tent

Il primo prototipo della “Maidan tent”, la “piazza” coperta destinata ai migranti del campo profughi di Ritsona (Grecia), è pronto. A volerla e a progettarla è stato il team di volontari guidato dallo Studio ABVM di Bonaventura Visconti di Modrone in collaborazione con Leo Bettini Oberkalmsteiner.

Dopo due anni di studi, test, sopralluoghi, confronti con la popolazione del campo, incontri con Organizzazioni non governative (ONG), enti pubblici e privati, la tenda è stata installata e sta iniziando a funzionare come auspicato. Un programma organizzato di attività, mirate alla condivisione e alla socializzazione, coinvolge i richiedenti asilo nell’attesa di riprendere il loro viaggio verso nuove mete.
Patrocinata dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ‐ Agenzia Collegata alle Nazioni Unite (IOM), la “Maidan tent” si è avvalsa del sostegno di Arup Community Engagement, il programma no profit della nota società di ingegneria inglese con base anche in Italia, ed è appoggiata dall’Università Bocconi che si occuperà di analizzare e valutare scientificamente l’impatto di questo nuovo spazio pubblico sulla vita dei residenti del campo.

Oggi in Grecia ci sono numerosi insediamenti informali popolati da oltre 60.000 persone in attesa di asilo politico, secondo i dati riportati dall’UNHCR ‐ Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Nell’attesa che i confini siano riaperti, i richiedenti asilo risiedono nelle aree designate dal governo. Il progetto della “Maidan tent” mira a fornire alle persone uno spazio pubblico nel quale possano radunarsi e svolgere attività di tipo sociale. Può essere allo stesso tempo uno spazio dove ricevere cure mediche e psicologiche, un playground per i bambini, un luogo di raccolta dove poter mangiare insieme, acquistare e vendere beni, imparare e insegnare, pregare, interagire, confrontarsi, scambiare idee.
La “Maidan tent” è una grande tenda concepita come una piazza pubblica coperta, capace di accogliere oltre 300 persone contemporaneamente. Misura un diametro di 16 metri e ha una superficie interna di 200 metri quadrati. I materiali scelti sono l’alluminio e l’acciaio per la struttura rigida, e un tessuto per la copertura resistente all’acqua, al vento e al fuoco.
Rapida da montare e smontare, trasportabile, durevole, di agevole manutenzione grazie alle componenti standardizzate e certificate, è articolata in modo tale che al suo interno gli spazi siano separati. Lo spazio circolare è suddiviso in otto settori ognuno dei quali, a sua volta, prevede due aree concentriche. Il centro della struttura, dedicato all’incontro, è delimitato da un anello di ulteriori spazi semi‐privati dove le persone possono svolgere le proprie attività in un’atmosfera più intima. «Abbiamo scelto una forma circolare perché è priva di gerarchia. Si apre verso l´esterno in modo omogeneo, invitando al suo interno da ogni direzione. Il nostro obiettivo era di creare uno spazio pubblico, un grande tetto sotto al quale agire e interagire creando un luogo sociale», spiegano i progettisti.

La struttura è stata progettata tenendo presente alcuni aspetti di tipo psicologico: 1) la forma circolare, aperta su tutti i lati, invita le persone da qualsiasi direzione queste provengano, 2) la suddivisione in zone di diverso tipo consente altrettanti modi di stabilire relazioni, legate, queste ultime, alla personalità e allo stato d’animo dei singoli individui, 3) lo spazio multifunzionale è flessibile e può essere adattato velocemente in funzione delle diverse esigenze.

PROJECT Maidan tent
ARCHITECT ABVM studio ‐ Bonaventura Visconti di Modrone, Architetto Leo Bettini Oberkalmsteiner
LOCATION Ritsona refugee camp, Greece
YEAR 2018
PHOTO Delfino Sisto Legnani, Marco Cappelletti