Nel cuore delle maestose montagne di Ponte di Legno, un appartamento storico ha subito una metamorfosi, trasformandosi in un rifugio contemporaneo che celebra il dialogo tra passato e presente. Il progetto del Rifugio Dalègn, firmato dallo Studio Zeta, svela un ampio open space dove la luce naturale si riversa generosamente, creando un’atmosfera calda e accogliente.
I pavimenti in parquet, eleganti e raffinati, si incontrano con il marmo verde opaco Borgogna, mentre le boiserie in legno okumè incorniciano gli ambienti ricreando l’essenza autentica di un rifugio di montagna, ricco di storie e memorie. L’emozione di entrare in questo spazio è palpabile: una fusione di influenze vintage e note rétro si intreccia con elementi storici, come il camino originale rivestito in ceramica verde, custode silenzioso di ricordi e atmosfere senza tempo.
Le tonalità naturali e terrose abbracciano l’ospite e invitano al relax, dando vita a un ambiente pensato per la contemplazione e il riposo. Il cuore pulsante della ristrutturazione è la zona giorno, concepita come luogo di incontro e convivialità: cucina, soggiorno e sala da pranzo convivono in un unico spazio arioso, valorizzato da un doppio affaccio che regala panorami mozzafiato sulle vette circostanti.
La scelta di materiali naturali e tonalità calde rafforza la continuità visiva e spaziale, creando una perfetta sinergia con il paesaggio alpino. Gli arredi su misura sono stati progettati utilizzando essenze dalle venature sinuose e concentriche, capaci di generare un disegno raffinato, delicato e mai ripetitivo. Il risultato è un fondale decorativo che richiama i segni dell’orografia montana e le linee di una mappa topografica.
L’esito finale è una casa-rifugio senza tempo che, attraverso materiali e finiture sartoriali, instaura una connessione profonda con l’ambiente circostante. Qui il tempo sembra rallentare, lasciando spazio alla calma, alla riflessione e a un senso autentico di calore domestico.
CREDITI
Progetto: Rifugio Dalègn
Studio: Studio Zeta
Location: Ponte di Legno
Anno: 2024
Fotografia: Simone Ottaviani












