Eugenio Laponte – architetto e designer, fondatore e direttore creativo di EUTOPIARCH – debutta con PRAGMA, collezione inaugurale di collectible design.
Presentata attraverso una mostra immersiva, pensata in occasione della Milan Design Week 2026 ed intitolata MEDULLA, ne segna la prima presentazione pubblica.
La selezione di opere include PRAGMA, che deriva dal termine greco e significa azione o fatto concreto, definendo l’intenzione alla base della collezione: oggetti concepiti come azioni, piuttosto che come prodotti puramente funzionali.
Le dimensioni possono rispondere a sistemi simbolici, sequenze numeriche come le proporzioni di Fibonacci, o narrazioni concettuali, piuttosto che a standard ergonomici convenzionali.
I pezzi sono spesso massivi, angolari e assemblati attraverso giunzioni visibili o elementi ad incastro. Questo metodo costruttivo permette all’oggetto di rivelare come si sostiene e come è realizzato, rafforzando una relazione consapevole tra utente e oggetto.
GOLGOTHA è concepito come un’interpretazione fisica di un preciso momento storico e simbolico della tradizione cristiana. Il tavolo è volutamente basso, costringendo l’utente a piegarsi per avvicinarsi e utilizzarlo; si tratta di un vero e proprio gesto di rispetto, che richiama l’atto di inchinarsi di fronte a un luogo sacro. Al centro del tavolo, la croce e la pietra rimandano al sepolcro di Cristo, da cui il nome.
INNESTO è il termine italiano che indica la tecnica botanica e chirurgica attraverso cui due elementi distinti vengono uniti per crescere come uno solo. Tradotta nel design, questa idea si concretizza in oggetti composti da elementi metallici bidimensionali progettati per incastrarsi con precisione, dando forma a strutture tridimensionali e funzionali.
IONICA nasce dall’incontro tra la rilettura giocosa e irriverente degli elementi classici propri della cultura Postmoderna e Pop, e dall’immaginario pastorale del XVIII secolo, in cui le rovine di templi antichi diventano sedute informali per viaggiatori, pastori e cantori erranti. Il pezzo interpreta l’antichità non come monumento, ma come qualcosa di vissuto, fisico e presente.
STELE – composta da una serie di applique a parete progettate con rivestimenti intercambiabili in diversi materiali e finiture – è pensata come un’affermazione personale, rendendo al contempo omaggio alla iconica Candela Applique di Gio Ponti.
Nella mitologia italica, GIANO è raffigurato con due volti, presiede ai passaggi, sia fisici che simbolici, e alla tensione mutevole tra conflitto e pace. Questo pezzo traduce tale figura in un’installazione luminosa. Due lampade STELE interconnesse emettono luce in direzioni opposte, evocando il duplice sguardo di Giano rivolto al passato e al futuro.
Ispirato al mito di Argo, il gigante dai cento occhi, ARGO nasce dalla riscoperta di una serie di dischi in vetro di Murano, probabilmente appartenenti a un lampadario storico. Questi elementi vengono riportati a nuova vita attraverso una serie limitata di lampade, che spaziano da lampade da tavolo a sospensioni, lampade da terra e applique.
MEDULLA, il cui titolo fa riferimento al nucleo del processo creativo – è concepita quindi come un ambiente concentrato in cui gli oggetti sono presentati singolarmente, permettendo ai visitatori di comprenderne sia la base concettuale sia la costruzione.
La creazione si rivela come un’emersione graduale — il momento in cui il pensiero astratto si condensa in materia. Un debutto che definisce il lavoro di Laponte: dall’utopia, dimensione concettuale, al pragma, l’atto concreto.
Per maggiori informazioni visitate il sito www.eutopiarch.eu.













