CMO Paris inaugura a Saint-Germain

Nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés, nel cuore di Parigi, CMO Paris inaugura un nuovo showroom che riflette l’identità del marchio: uno spazio fluido e sinuoso dedicato alla valorizzazione delle fibre naturali più preziose. Abaca, foglie di palma, rafia, lino, seta, lana e cashmere diventano i protagonisti di un racconto materico che unisce ricerca estetica, artigianato e rispetto per l’ambiente. La filosofia di CMO Paris si fonda infatti su un approccio responsabile alla selezione delle materie prime. Le fibre vegetali vengono raccolte nel rispetto dell’ecosistema, scegliendo piante che possano rigenerarsi rapidamente e privilegiando tecniche di taglio non invasive. Molti materiali sono ancora lavorati su telai manuali da artigiani che tramandano saperi antichi, preservando gesti e tecniche tradizionali che rappresentano una forma concreta di sostenibilità.

Questa visione prende forma nella collezione 2026, dove le fibre naturali diventano superfici decorative di grande raffinatezza. Con Essence Naturelle Mural 2, canapa e abaca sono interpretate attraverso tessiture sofisticate, talvolta arricchite da riflessi metallici o intrecciate con seta e crine di cavallo, evocando l’estetica essenziale dei tatami giapponesi. La serie Bois Mural 2 reinterpreta il legno attraverso lavorazioni creative che lo combinano con la carta e con strutture tridimensionali, dando vita a superfici che suggeriscono paesaggi in movimento, tra onde, dune e foreste di bambù. Con Tresse Végétale Mural la tessitura diventa protagonista: intrecci, stuoie e accostamenti bimateriale trasformano palma, bambù e abaca in superfici fortemente tattili, ispirate ai paraventi shoji. Il bambù domina invece Bambou Mural 2, dove intrecci sofisticati catturano la luce in tonalità naturali e kaki. Il nuovo showroom parigino diventa così il luogo in cui queste collezioni si rivelano pienamente, raccontando un universo fatto di materiali autentici, luce e artigianato, dove natura e design dialogano in equilibrio.

 

Ph. Credit: Pauline Chardin

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