Presso lo showroom Rimadesio di Parigi, il 21 gennaio 2026, #ParisBreeze, iniziativa concepita da Platform architecture and design, affronterà un nuovo viaggio, esplorando attraverso un gruppo di architetti ed interior designer come lo stile della città stia evolvendosi ed influenzando i loro lavori.
Parigi è sempre stata una città di interni. Oltre ai suoi boulevard e alle sue facciate, è nelle sue stanze, nei suoi saloni, nei suoi atelier ed appartamenti che si svolgono i veri esperimenti, dove lo stile di vita non è semplicemente vissuto, ma attentamente plasmato. Oggi, una nuova generazione di architetti e designer sta rimodellando questi mondi, dissolvendo i vecchi confini tra commercio e cultura, lavoro ed ospitalità, reame domestico e pubblico. I progetti selezionati non condividono un’estetica univoca, eppure parlano lo stesso linguaggio: quello della tattilità, della trasformazione e dell’emozionalità. Privilegiano l’esperienza, il movimento sulla monumentalità. I materiali non vengono più scelti solo per l’effetto, ma per le storie che raccontano: di artigianalità, di memoria, di tempo. Gli spazi si dispiegano gradualmente. Invitano a soffermarsi.
Da una boutique di gioielli concepita come un paesaggio scultoreo ad un loft parigino che interagisce come una narrazione in movimento, da ambienti di lavoro che ricordano più club privati che sedi centrali di un’azienda, a uno spazio di lavoro curatoriale ibrido nascosto all’interno del leggendario mercato Paul Bert, concludendo con un edificio per uffici lungo la Senna, che elegantemente reinterpreta tradizionali codici parigini, in nome del rispetto per l’ambiente: questi progetti descrivono una nuova sensibilità spaziale. Una sensibilità che sostituisce lo spettacolo con la raffinatezza, il lusso con l’intimità e la permanenza con l’adattabilità. Insieme, formano un ritratto del design contemporaneo non come oggetto, ma come condizione: fluido, suggestivo e profondamente umano.
Clément Blanchet Architecture [CBA] — Boutique Mansano Paris
Una boutique come paesaggio fatto di tatto, luce e memoria.
Situata al numero 81 di rue du Bac, la boutique Mansano non si annuncia a gran voce. Si rivela lentamente, come un segreto. Progettato da Clément Blanchet Architecture, lo spazio, definito dalla libertà organica delle forme, appare come un’estensione architettonica dei gioielli che ospita. Adottando un’inversione del consueto processo di progettazione, l’intervento privilegia i materiali, terrazzo, noce ed ottone, lasciando che la materialità guidi l’espressione spaziale, ancorando il risultato all’esaltazione della tattilità e dell’esclusività del marchio attraverso eccellenza della finitura artigianale, durevolezza, tradizione e modernità. Una composizione fluida di curve e controcurve si alterna ritmicamente accogliendo i pezzi esposti nelle sue nicchie intagliate, riecheggiandone le morbide geometrie e creando sinergia tra oggetto e ambiente. Il gesto risuona con le curve di un pezzo scultoreo centrale di Pierre Renart. Gli specchi amplificano la profondità, sfumando il confine tra interno ed esterno, tra spettacolo ed intimità. La città esterna viene assorbita, rifratta e reintrodotta. Una scala monolitica in terrazzo conduce ad un piano superiore dove la luce soffusa e gli arredi avvolgenti definiscono un mondo più intimo e raccolto, simile ad un salotto. Opere d’arte punteggiano lo spazio, non come decorazione, ma come momenti di pausa. Introducono sorpresa, compagnia e strati narrativi, in complicità con l’esclusività e squisita originalità che contraddistingue la collezione.
ABACO — Sliding Doors
Un loft come narrazione in movimento.
Sulla sommità di un lussuoso edificio residenziale a Neuilly-sur-Seine, si estende un loft duplex di 310 m², concepito da studio ABACO come un paesaggio luminoso e aperto con vista su La Défense. Ampie porte-finestre ed un’estesa terrazza dilatano l’interno verso l’orizzonte. Il progetto, rifiutando l’idea di un layout fisso e statico, si sviluppa progressivamente attraverso una sequenza di soglie, cambi di livello e tensioni visive. ABACO esplora lo spazio domestico come un campo di possibilità, dove l’architettura diventa uno strumento di trasformazione, dispositivo di scelta piuttosto che una prescrizione. Luce, movimento e percezione sono i principali driver del design, plasmando un’esperienza che si evolve durante il giorno. Dall’idea che un gesto minimo possa generare molteplici realtà, elementi scorrevoli realizzati su misura, integrati nei volumi architettonici, consentono agli spazi di aprirsi, sovrapporsi o scomparire, rendendo la privacy e la continuità regolabili anziché rigida imposizione. Un volume a doppia altezza, al centro dell’appartamento, funge da cerniera spaziale, consentendo alla vita quotidiana di espandersi, contrarsi e circolare attorno ad esso. La casa diventa una narrazione flessibile, reversibile, adattabile e modellata da gesti quotidiani piuttosto che da confini fissi.
Studio Vincent Eschalier — Gustave-Collection
“Un’esperienza di lavoro haute couture”.
Gustave-Collection reinventa il luogo di lavoro attraverso la lente dell’ospitalità di lusso, proponendo una nuova arte di vivere il lavoro in cui benessere, eleganza e servizi sono centrali. Progettati interamente dallo Studio Vincent Eschalier, questi eccezionali uffici sono concepiti come contesti immersivi di alto livello che aprono tutte le possibilità, non limitandosi ad ospitare il lavoro, ma stimolando e valorizzando l’impegno e l’esperienza di ognuno. Situate in prestigiosi indirizzi parigini, vicino a Place Vendôme e all’Opéra Garnier, le tre sedi, con altre due in programma a breve (di cui una a Milano), offrono spazi che si rivolgono ad una clientela esigente per la quale il lusso non è un’affermazione, ostentazione, ma un’esperienza vissuta in modo naturale. Gli spazi incarnano l’arte francese dell’ospitalità: un equilibrio tra convivialità e discrezione, generosità e cura, un'”esperienza di lavoro haute couture” in ambienti lusinghieri e orientati all’eccellenza. Il concept si basa sulla convinzione che il coinvolgimento e le prestazioni dei dipendenti derivino da comfort, inspirazione e benessere. Ogni sede fonde ambiti di lavoro con lounge, biblioteche, ristoranti, bar, terrazze e aree relax, dissolvendo i confini tra ufficio, hotel e residenza privata. Flessibilità è l’imperativo che caratterizza gli arredi e le postazioni di lavoro e lo Studio crea appositamente l’omonima scrivania Gustave, pezzo nevralgico che, coniugando semplicità e versatilità, soddisfa appieno l’esigenza. Il linguaggio del design è caldo, domestico e raffinato, mette in risalto la falegnameria su misura, i materiali nobili, le opere d’arte e le atmosfere soft. Le sequenze spaziali si ispirano agli interni di appartamenti e strutture ricettive piuttosto che agli uffici convenzionali, dando origine ad ambienti intimi, generosi ed adattabili. Il risultato è un nuovo modello di spazio professionale: sensoriale, dinamico e profondamente incentrato sulla persona.
Cléo Interior Design — Paul Bert Market
Concept ibrido per uno spazio ufficio tradizionale.
Per WEL Fine Art, azienda di imballaggio e spedizione internazionale, Cléo Interior Design ha proposto un radicale distacco dalla tradizionale tipologia di ufficio, ripensando lo spazio come uno showroom curatoriale ibrido. Situato all’interno del vivace ecosistema di Paul Bert Market, il progetto riflette sia il coinvolgimento del gruppo nella logistica delle belle arti sia la ricchezza culturale del contesto adiacente. Dissolvendo i confini tra luogo di lavoro, galleria e mercato, Cléo ed il suo team creano un interno non fisso ma in continua evoluzione, un ambiente che incarna lo spirito di scoperta intrinseco del mercato delle pulci. Lo spazio è allestito come una mostra vivente, con una selezione a rotazione di mobili da collezione e pezzi di design prestati da commercianti e galleristi della zona. Man mano che gli oggetti vengono venduti, nuovi pezzi prendono il loro posto, garantendo che l’interno rimanga in continua trasformazione. Questo allestimento dinamico è completato da elementi progettati su misura. Il risultato è un interno stratificato e narrativo in cui coesistono pezzi contemporanei e vintage, una galleria vivente contaminata dalla circostante vibrante energia che trasforma il lavoro quotidiano in un’esperienza incentrata sullo scambio culturale e sulla circolazione creativa.
Wilmotte & Associés — 38 Cours Albert Iᵉʳ
Un raffinato dialogo tra patrimonio storico e architettura contemporanea.
Situato lungo la Senna, nell’VIII arrondissement di Parigi, il progetto 38 Cours Albert Iᵉʳ, realizzato da Wilmotte & Associés, incarna un raffinato dialogo tra patrimonio storico ed architettura contemporanea. Costruito sul sito di un ex hôtel particulier, il nuovo edificio per uffici reinterpreta i codici classici parigini con una sensibilità moderna, integrandosi con rispetto nel contesto urbano, ma affermandosi al contempo come punto di riferimento visivo. La facciata si ispira ai ritmi haussmanniani attraverso pilastri, cornici e ampie aperture, ma è realizzata con tecniche altamente innovative. L’uso di pietra calcarea portoghese su pannelli alveolari leggeri crea un aspetto continuo e monolitico, garantendo al contempo precisione, durata ed efficienza strutturale. All’interno, gli stessi principi di chiarezza, eleganza e generosità definiscono l’esperienza spaziale. Luce naturale, materiali nobili e spazi di circolazione accuratamente progettati creano un’atmosfera calma ed accogliente, rilassante e conviviale. L’edificio segue una logica di ufficio flessibile, consentendo layout adattabili, supportati da servizi condivisi, sale riunioni e terrazze panoramiche. La natura gioca un ruolo centrale, dai giardini interni alle terrazze panoramiche sul tetto con vista su Parigi. Fortemente impegnato nella sostenibilità, il progetto integra materiali di origine biologica, pannelli fotovoltaici e certificazioni ambientali di alto livello. Più che un semplice edificio per uffici, propone una nuova visione degli spazi di lavoro, in cui identità architettonica, responsabilità ambientale e benessere degli utenti coesistono perfettamente.
Crediti:
Cover – ParisBreeze
1-2: Boutique Mancano Paris, foto di Frans Parthesius, cortesia di Clément Blanchet Architecture
3-4: Sliding Doors, foto di Bertrand Fompeyrine, cortesia di ABACO
5-6: Gustave-Collection, foto di Jean-Pierre Vaillancourt, cortesia di Studio Vincent Eschalier
7-8: Paul Bert Market, foto di Alexandre Tabaste, cortesia di Cléo Interior Design
9-10: 38 Cours Albert Iᵉʳ, foto di Martin Argyroglo, cortesia di Wilmotte & Associés













