Nel quartiere Maggiolina di Milano, all’interno di un edificio in linea degli anni Sessanta, Studio Solum firma la trasformazione di un appartamento nato dal frazionamento della casa dei genitori del committente. Un intervento che prende forma attorno a un elemento esistente tanto semplice quanto determinante: il lungo balcone lineare che corre lungo l’intero affaccio dell’abitazione.
Da questa presenza nasce il concept del progetto, sviluppato come una sorta di riflesso interno dello spazio esterno. Se il balcone rappresenta il luogo di relazione con la città e con il verde, all’interno dell’appartamento la sua geometria viene reinterpretata attraverso l’inserimento di una struttura abitata concepita come una serra domestica, una spina dorsale che organizza e distribuisce gli ambienti.
Il nuovo volume, spesso appena 40 centimetri, attraversa l’intera abitazione separando gli spazi di servizio dalla zona giorno e dalla camera da letto, che rimangono così aperte, fluide e prive di ostacoli visivi. Più che una semplice parete, la struttura si configura come un dispositivo architettonico capace di portare luce naturale negli ambienti più interni, garantire privacy e costruire nuove relazioni spaziali.
Fin dalle prime fasi progettuali, il policarbonato PolyPiù si è imposto come il materiale ideale per dare forma a questa interpretazione contemporanea della serra. Le superfici traslucide rivestono la struttura modulare in legno verniciato verde e diventano porte, partizioni e passaggi verso l’ingresso e la cabina armadio, contribuendo a definire un linguaggio leggero e permeabile.
Per il rivestimento della struttura è stato scelto SmartPiù 20/75 nella finitura Neutro satinato, una lastra grecata in policarbonato alveolare che dialoga con il disegno modulare della carpenteria lignea e ne amplifica la presenza all’interno dello spazio. I pannelli, tagliati e adattati in opera alla struttura retrostante, trasformano la parete attrezzata in una quinta dinamica capace di filtrare la luce e generare continui effetti di riflessione e trasparenza.
Il richiamo all’immaginario della serra è immediatamente riconoscibile, ma viene reinterpretato in chiave urbana e domestica. Il policarbonato non si limita, infatti, a delimitare gli spazi: costruisce profondità visive, attenua i confini tra gli ambienti e contribuisce a creare un’atmosfera luminosa e mutevole che accompagna la vita quotidiana dell’abitazione.
L’intero progetto nasce dalle esigenze del committente, un giardiniere, e traduce il rapporto con la natura in una serie di scelte materiche coerenti. Le piastrelle in klinker, tipiche della tradizione milanese del dopoguerra, rivestono tutti i pavimenti evocando l’atmosfera di un giardino d’inverno; il compensato verniciato, il piano cucina in cemento e il policarbonato completano un linguaggio essenziale e pragmatico, dove ogni elemento risponde a esigenze funzionali precise.
Filtro luminoso, elemento distributivo, partizione e dispositivo narrativo allo stesso tempo, il policarbonato PolyPiù contribuisce a trasformare un appartamento dalle dimensioni contenute in uno spazio capace di interpretare l’identità di chi lo abita attraverso un equilibrio misurato tra tecnica, luce e natura.
Per maggiori informazioni visitate il sito www.polypiu.it
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