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Arte e architettura secondo Angelo Tacchinardi

Uno studio privato situato nel palazzo Jacini in centro a Milano cambia identità dopo il lavoro di ristrutturazione dell’ architetto Angelo Luca Tacchinardi che simultaneamente decide impreziosire lo spazio con le sue opere di arredamento artigianalmente prodotte. Il progetto è partito dall’esigenza di creare degli spazi di lavoro con funzionalità diverse affrontando il vincolo tipologico degli ambienti non modificabili. L’ufficio infatti è costituito da cinque ambienti passanti mono affaccio su via del Lauro collegati da un percorso lungo la facciata. Un viaggio nel tempo tra arte, architettura e storia. L’arredamento si pone in netto contrasto con il contenitore e a fianco di famosi pezzi di importanti designer e brand ha inserito molti elementi di arredo direttamente disegnati da lui, pezzi unici dalla forte personalità, creati artigianalmente nel suo studio/laboratorio che hanno trovato la loro giusta collocazione in un ambiente d’epoca, a contrasto o in sintonia.

Nella sala d’aspetto è stata collocata la scultura da parete opera di Tacchinardi dal titolo Travi poiché sono tutte vecchie travi di legno recuperate, tagliate, ripulite, dipinte con colori pigmenti legati con olio di lino e un tubo di rame sbalzato a freddo e saldato. Un concept nato dall’idea di esaltare questo luogo di lavoro e di passaggio. Nell’Ufficio Operativo Una coppia di consolle gemelle chiamate Alluminio, sempre opera di Tacchinardi, con una forma interna dinamica racchiusa in un rettangolo a sezione variabile continua, sono collocate specularmente sui due lati della stanza una di fronte all’altra.  Nell’ Ufficio Privato si trova invece l’opera chiamata Tempo, realizzata con listelli di legno ricavati da delle travi recuperate. Le travi sono state tagliate in pezzi corti che a loro volta sono stati spaccati in piccoli pezzi con dei cunei per strappare il legno lungo le venature, colorati e tagliati a listelli di tre millimetri di spessore e poi incollati come rivestimento della scocca di legno.

Nella sala riunioni è stata infine inserita la consolle Bombo. Tacchinardi fa una scelta provocatoria e informale sia nell’uso del colore sia della forma in totale contrasto con l’ambiente. Realizzata con una struttura interna in legno, imbottitura in fiocco siliconato, esterno in tela di cotone verniciata con pigmento e acrilico, ha una forma quasi a bocca, ed è stata posizionata come un peso per sbilanciare la simmetria del salone e per spostare il baricentro dall’ atmosfera rigida, pomposa e imbalsamata. Una sorta di scheggia impazzita, un vortice che ti aspira, che stravolge il tempo, decontestualizzando, straniando e creando un bellissimo impatto emozionale. 

CREDITS: 

Project: Studio palazzo Jacini
Architect: Angelo Luca Tacchinardi
Year: 2018
Photo: Matteo Cirenei e Anna Pitscheider