Dal 22 al 25 settembre 2026 Marmomac torna a Veronafiere per celebrare la sua 60ª edizione, confermandosi appuntamento internazionale di riferimento per la filiera della pietra naturale e luogo di incontro tra materia, tecnologia, architettura e design.
Un anniversario importante per una manifestazione nata nel distretto veronese della pietra e progressivamente trasformatasi da fiera territoriale a piattaforma globale. Con circa 1.400 espositori provenienti da più di 54 Paesi e oltre 50.000 operatori e professionisti da 140 nazioni registrati nel 2025, Marmomac riunisce oggi l’intera filiera, dai materiali alle tecnologie fino ai prodotti per la finitura.
La dimensione internazionale si traduce anche in una grande mappa della materia: 76.000 metri quadrati, 12 padiglioni e 8 aree esterne raccolgono pietre, superfici e lavorazioni provenienti dalle principali aree estrattive del mondo. L’Italia mantiene un ruolo centrale, con oltre 300 varietà lapidee e un settore che conta circa 3.200 aziende, più di 34.000 addetti e un fatturato complessivo di 4,5 miliardi di euro tra materiali e tecnologie di lavorazione.
Cuore culturale dell’edizione 2026 sarà il Padiglione 10, che assume la nuova identità di THE BEDROCK | Leading the Future of Natural Stone, sotto la direzione artistica dell’architetto Giorgio Canale. Al centro dello spazio, Pantheon, installazione realizzata con 60 materiali lapidei provenienti da tutto il mondo, celebra simbolicamente le sessanta edizioni della manifestazione attraverso quindici colonne di grande scala.
Quattro mostre affidate a Joseph Grima, Davide Fabio Colaci, Raffaello Galiotto e Giuseppe Fallacara indagheranno invece le nuove possibilità della pietra naturale tra progettazione, tecnologia e sperimentazione architettonica.
Con Sulla Pietra, Joseph Grima riflette sul futuro del materiale alla luce delle trasformazioni ambientali e tecnologiche, esplorando riuso, fabbricazione digitale e materiali a basse emissioni. Davide Fabio Colaci firma Marble Interiors, un percorso attraverso dieci progetti, cinque storici e cinque contemporanei, che interpreta il marmo non come semplice rivestimento ma come elemento generativo dello spazio interno.
Con Carisma Materico, Raffaello Galiotto affronta il rapporto tra antichi saperi e nuove tecnologie di progettazione e lavorazione digitale, mentre Giuseppe Fallacara cura C’era una volta il “cielo” dell’architettura, dedicata all’arco e alla volta come archetipi del costruire e alle loro possibili evoluzioni attraverso progettazione computazionale e fabbricazione digitale. La mostra riunisce prototipi sviluppati da 17 università italiane e internazionali nell’ambito di Marmomac Meets Academies 2026.
Il programma culturale si estenderà anche alla città con Marmomac & The City, realizzato in collaborazione con White Carrara: installazioni firmate, tra gli altri, da Ross Lovegrove, Antonio Aricò e Fabio Novembre porteranno la ricerca sulla pietra naturale nel centro storico di Verona. Ad aprire la 60ª edizione sarà invece una lectio di Carlo Ratti, dedicata al rapporto tra tecnologia, città e architettura.
Accanto alla ricerca progettuale, Marmomac 2026 restituisce anche l’evoluzione tecnologica della filiera, con macchine, impianti e sistemi avanzati distribuiti tra cinque padiglioni e due aree esterne. Automazione, robotica e intelligenza artificiale stanno trasformando le lavorazioni: dai sistemi di taglio multifilo e dagli impianti CNC alle tecnologie water jet, fino all’impiego dell’AI per ottimizzare il taglio in funzione della venatura della pietra, individuare micro-imperfezioni e supportare la manutenzione predittiva. La robotica apre inoltre nuove possibilità per incisioni, sculture e lavorazioni tridimensionali, avvicinando ulteriormente innovazione industriale e sperimentazione progettuale.
Tra le novità debutta infine il Premio Internazionale “Eccellenze Sostenibili”, promosso in collaborazione con l’Università di Verona per valorizzare tecnologie e progetti capaci di contribuire concretamente alla sostenibilità della filiera, dall’efficienza produttiva alla riduzione dei consumi e all’utilizzo responsabile delle risorse.
Sessant’anni dopo la sua nascita, Marmomac torna così a interrogare il futuro della pietra naturale, mettendo in relazione cultura materiale, innovazione tecnologica e nuove forme del progetto contemporaneo.
Per maggiori informazioni visitate il sito www.marmomac.com.














