Set Architects e la colonna bianca come origine dello spazio domestico

Dal 1931, con Villa Savoye e la definizione dei cinque punti dell’architettura moderna, il pilotis diventa uno dei dispositivi fondamentali attorno a cui si costruisce una parte decisiva dell’architettura del Novecento. Non più soltanto elemento strutturale, ma principio capace di liberare la pianta, ordinare lo spazio e trasformare il rapporto tra architettura, corpo e movimento. A Roma, nel quartiere Nomentano, Set Architects lavora su questa eredità riportandola alla scala dell’abitare quotidiano: una colonna tecnica, un pilotis emerso durante la ristrutturazione di un appartamento di inizio Novecento, diventa il perno attorno al quale si ridefinisce l’intera casa.

Il progetto, House with a White Column, nasce dalla trasformazione di un appartamento destinato a una famiglia di committenti stranieri, pensato per accogliere sia la vita domestica dei proprietari sia un utilizzo temporaneo durante i periodi di affitto. La richiesta di flessibilità diventa così il punto di partenza per costruire uno spazio essenziale, chiaro, capace di modificarsi senza perdere identità. L’intervento procede per sottrazione e organizzazione. Gli architetti concentrano il progetto sugli elementi fissi quali la cucina, il nucleo dei servizi e gli arredi integrati, liberando il resto dell’appartamento e rendendolo disponibile a usi diversi. La casa si costruisce come una sequenza fluida di ambienti, in cui le funzioni non vengono rigidamente separate, ma messe in relazione attraverso pochi dispositivi architettonici.

La cucina, realizzata su misura in rovere naturale, assume il carattere di una vera infrastruttura domestica. Non è un volume chiuso né un semplice arredo, ma un sistema attraversabile che connette la zona giorno ai locali di servizio. Le ante a scomparsa consentono di nascondere completamente la parte operativa quando non è in uso, trasformando la cucina in una presenza silenziosa, quasi continua con l’architettura dell’interno. Al centro della zona giorno, l’isola monolitica rivestita in microcemento con tavolo integrato introduce un secondo elemento di densità. È qui che la casa raccoglie le azioni quotidiane di cucinare, mangiare, lavorare, incontrarsi. L’isola non definisce soltanto una funzione, ma costruisce una centralità domestica, un luogo attorno al quale lo spazio si dispone senza essere gerarchizzato.

La vera origine del progetto, tuttavia, è la colonna bianca che dà il nome alla casa. Nata come vincolo tecnico, appartenente all’impianto di riscaldamento e rivelata durante le demolizioni, la colonna non viene occultata né neutralizzata. Set Architects la assume come elemento generatore, trasformandola da presenza accidentale a figura ordinatrice. Attorno a essa la casa trova un nuovo equilibrio, dove la colonna diventa punto di riferimento visivo, misura dello spazio, dispositivo capace di innescare relazioni e movimenti.

La scelta materica accompagna questa volontà di riduzione. Il pavimento continuo in microcemento, il rovere naturale degli arredi fissi e il bianco uniforme di pareti, soffitti e colonna costruiscono una palette essenziale, luminosa e controllata. La casa non cerca effetti decorativi, ma lavora sulla continuità, sulla precisione dei dettagli e sulla capacità della materia di amplificare la percezione dello spazio.

CREDITI

Progetto: House with a White Column
Architetti: Set Architects
Luogo: Roma (RM), Italia
Anno: 2026
Fotografie: Daniele Criscenzo