Ogni progetto nasce da una scelta. Talvolta significa preservare un edificio storico senza alterarne il carattere, altre volte ripensare il funzionamento di un’apertura o sviluppare soluzioni che ancora non esistono. È in questa capacità di sviluppare ciò che ancora non esiste che si riconosce il metodo di Capoferri, che interpreta l’ingegnerizzazione non come adattamento dell’idea progettuale ai limiti della tecnica, ma come processo capace di sviluppare le competenze necessarie per renderla possibile.
Il metodo dell’azienda si fonda sul dialogo continuo tra architettura, ingegneria e produzione. Ogni sistema viene studiato, verificato e prototipato affinché la soluzione realizzata restituisca con precisione l’intenzione dell’architetto, conciliando qualità formale, prestazioni e fattibilità costruttiva.
Questo approccio assume forme differenti. Nel recupero di una residenza storica sulla Fifth Avenue di New York, l’obiettivo era conservare l’identità dell’edificio migliorandone al tempo stesso comfort e prestazioni. I serramenti sono stati rilevati e ricostruiti con precisione millimetrica, recuperando ove possibile la ferramenta originale e incrementando isolamento, tenuta all’aria e all’acqua senza modificare il linguaggio architettonico.
All’Hotel San Rocco, sul Lago d’Orta, la ricerca si è invece concentrata sul rapporto tra interno ed esterno. Finestre saliscendi ad arco, sistemi basculanti completamente vetrati e grandi aperture a bilico motorizzate sono state sviluppate su misura per liberare interamente il vano, integrando esigenze progettuali, vincoli storici e prestazioni tecniche.
Nella Private Residence degli Hamptons il progetto ha spinto la ricerca ancora oltre. Un sistema a scomparsa totale consente a un’intera parete vetrata di scomparire nel pavimento, mentre ogni componente è stato sottoposto a un articolato programma di prototipazione e prove di laboratorio, inclusi hurricane test, per garantire prestazioni adeguate alle severe condizioni ambientali del sito. Anche gli arredi diventano parte della ricerca, come il tavolo di oltre sette metri progettato per scomparire nel pavimento, restituendo lo spazio all’architettura.










