Il manifesto in legno di LCA architetti per l’industria sostenibile

L’architettura industriale può diventare un manifesto quando supera la sola logica funzionale e assume il compito di raccontare un processo produttivo, una scelta materiale e una posizione ambientale. Con 7 Sustainable Boxes, LCA architetti interviene sul nuovo fabbricato industriale di Novello lavorando sui fronti esterni e sulla consulenza energetica, trasformando il capannone in legno in un’immagine costruita della sostenibilità.

Il progetto riguarda uno dei maggiori esempi europei di edificio industriale in legno, bioecologico e sostenibile. La sua eccezionalità non risiede solo nella scala, ma nella scelta di costruire un fabbricato completamente passivo, autocostruito dai dipendenti dell’azienda e privo di impianto di climatizzazione e riscaldamento. L’intervento si concentra sul disegno dei prospetti principali, rivolti verso due infrastrutture di grande visibilità. A ovest, il fronte affaccia sull’autostrada A8 dei Laghi. A sud, il volume si rivolge verso la strada provinciale numero 20. Queste quinte assumono un ruolo urbano e paesaggistico, trasformando il capannone in una presenza riconoscibile lungo gli assi di percorrenza.

Il prospetto occidentale nasce dall’esigenza di comunicare all’esterno l’attività dell’azienda Novello, legata alla logistica e alla realizzazione di case e imballaggi in legno. Da questo presupposto prende forma l’idea dei box, ripetuti lungo il fronte come grandi volumi tridimensionali. La tradizionale sagoma a shed viene reinterpretata e deformata senza essere negata, mantenendo il riferimento alla tipologia industriale ma traducendolo in una figura più plastica e contemporanea. Sette grandi scatole si susseguono lungo il fronte autostradale, costruendo un ritmo visivo che dà ordine alla scala del fabbricato. L’effetto è accentuato dal contrasto con la pensilina sottostante, aggettante di quasi quattro metri, la cui ombra fa apparire i volumi sospesi. L’immagine del capannone si allontana così dalla neutralità dell’involucro tecnico e diventa una sequenza architettonica leggibile, capace di restituire all’edificio una forma pubblica.

Il prospetto meridionale lavora invece su una maggiore linearità. Il rivestimento in doghe di larice restituisce continuità materica all’edificio e rafforza la relazione tra architettura e materia prima. Il legno non è solo materiale costruttivo, ma elemento identitario. Esplicita all’esterno ciò che l’azienda produce e lavora quotidianamente, rendendo coincidenti immagine architettonica e processo industriale.

La scelta del legno assume un peso centrale sia dal punto di vista ambientale sia da quello costruttivo. Il fabbricato impiega circa 5.000 metri cubi di legno, trasformando la materia prima in struttura, involucro e linguaggio. La prefabbricazione, l’uso di materiali naturali provenienti da fonti rinnovabili, la riduzione del consumo di suolo e l’attenzione al risparmio energetico costituiscono i principi alla base dell’intervento.

L’edificio raggiunge la propria autonomia energetica attraverso l’elevato isolamento dell’involucro, il recupero del calore prodotto dalle macchine di produzione e lo sfruttamento attivo e passivo delle fonti rinnovabili, in particolare sole e aria. L’assenza di un impianto tradizionale di riscaldamento e raffrescamento non è un dato accessorio, ma parte integrante dell’idea progettuale. L’edificio non nasconde la propria natura produttiva, ma la porta in facciata, trasformando il fronte in un racconto  della filiera. La grande scala industriale viene così ricondotta a una sequenza di elementi riconoscibili, dove il tema del box diventa misura compositiva e immagine pubblica dell’azienda.

CREDITI

Progetto: 7 Sustainable Boxes
Architetti: LCA architetti
Anno: 2025
Fotografie: Andrea Ceriani