Presentato da Vismaravetro al Salone del Bagno 2026, il sistema parete Domino amplia il proprio vocabolario progettuale attraverso nuove configurazioni, finiture e soluzioni d’uso che ne rafforzano il dialogo con l’architettura contemporanea. Nato per interpretare la separazione tra area doccia e ambiente bagno attraverso un linguaggio essenziale e rigoroso, il sistema evolve oggi mantenendo invariata la propria idea originaria: trasformare pochi elementi in una molteplicità di possibilità compositive.
Progettato da Castiglia Associati, Domino si basa su una struttura semplice e modulare composta da soli quattro elementi fondamentali. Una sintesi progettuale che consente di configurare lo spazio con grande libertà, adattandosi a differenti esigenze architettoniche senza rinunciare a continuità visiva, funzionalità e qualità formale. Il nome stesso richiama un progetto storico dell’azienda, un box doccia introdotto nel 1994, reinterpretato oggi come sistema parete capace di rispondere alle esigenze dell’abitare contemporaneo.
Tra le principali novità presentate a Milano figurano le nuove divisioni della superficie vetrata. Profili sottili attraversano il vetro generando una composizione più articolata, costruita attraverso campiture, ritmi orizzontali e verticali e contrasti tra differenti tipologie di vetro. La parete perde così il carattere di superficie neutra per assumere un ruolo attivo nella definizione dello spazio, mantenendo però la leggerezza e la trasparenza che caratterizzano il sistema.
L’evoluzione riguarda anche le modalità di utilizzo. Alla tradizionale apertura verso l’esterno si affianca ora la possibilità di apertura interna, una soluzione che amplia la flessibilità progettuale e risponde alle esigenze di contesti hospitality e contract, dove la gestione dei percorsi e l’ottimizzazione dello spazio assumono un ruolo centrale.
Accanto agli aspetti funzionali, Vismaravetro ha lavorato sul tema del dettaglio come elemento integrato del progetto. Ne è un esempio il nuovo portasalviette, concepito come naturale prosecuzione della struttura e non come accessorio aggiunto. Un elemento che estende il disegno della parete e contribuisce a rafforzare l’approccio sistemico del progetto, in cui ogni componente partecipa alla costruzione dell’insieme.
La ricerca interessa anche la materia. Domino introduce infatti una nuova finitura minerale, ottenuta attraverso l’applicazione controllata di particelle metallizzate sulla superficie vetrata. Più che una decorazione, il trattamento modifica la percezione del vetro tra riflessi e profondità, trasformandolo in una superficie capace di interagire con la luce e di ampliare le possibilità espressive del sistema.
A completare questa evoluzione arriva infine Domino Scorrevole, nuova configurazione che introduce il movimento come parte integrante del progetto. Il sistema mantiene il proprio principio costruttivo e la propria essenzialità formale, ma aggiunge una diversa modalità di relazione con lo spazio attraverso un’apertura fluida e continua. Il maniglione a tutta altezza e il binario superiore completamente integrato nell’architettura confermano la volontà di ridurre gli elementi visivi al minimo, lasciando che siano il vetro, la luce e il movimento a definire l’esperienza dello spazio.









