Un incontro tra cultura e progetto dà vita a una collaborazione che unisce due realtà d’eccellenza: il Musée d’Orsay e Martinelli Luce scelgono di dialogare per celebrare, insieme, i quarant’anni dall’apertura del museo parigino. Da questo scambio nasce una nuova interpretazione della lampada Pipistrello, storico progetto firmato nel 1965 da Gae Aulenti, figura che lega profondamente entrambe le realtà.
Il Musée d’Orsay rappresenta uno dei casi più significativi di riconversione architettonica del Novecento. L’edificio, nato come Gare d’Orsay, fu progressivamente abbandonato con l’evoluzione del sistema ferroviario e l’introduzione di nuovi standard di treni, per poi trovare una nuova identità come museo dedicato all’arte della seconda metà dell’Ottocento. Negli anni Ottanta, il progetto di trasformazione venne affidato al gruppo ACT, affiancato proprio da Gae Aulenti per gli interni. Il suo intervento seppe reinterpretare la struttura originaria, trasformandola in uno spazio espositivo capace di valorizzare le opere e costruire un percorso coerente e immersivo.
Il legame tra Aulenti e Martinelli Luce affonda invece le radici negli anni Sessanta, quando la designer concepì la Pipistrello per lo showroom Olivetti di Parigi. Prodotta dall’azienda italiana, la lampada si impose nel tempo come un’icona del design, grazie a soluzioni tecniche innovative come il sistema telescopico e l’utilizzo del metacrilato. Inizialmente considerata troppo avanguardistica, dopo alcuni anni conquistò il pubblico, diventando uno dei prodotti più conosciuti del marchio.
La collaborazione tra il museo e Martinelli Luce si concretizza oggi in una versione speciale della Pipistrello, pensata come sintesi tra architettura e design. La nuova finitura cromatica si ispira a un dettaglio degli interni del Musée d’Orsay, reinterpretato per dare vita a un oggetto che racchiude e restituisce l’atmosfera del luogo. Non si tratta solo di una variazione estetica, ma di un vero e proprio omaggio alla visione progettuale di Gae Aulenti, capace di spaziare con coerenza tra scala architettonica e oggetto domestico.
A rendere ancora più esplicito questo dialogo, i loghi del Musée d’Orsay e di Martinelli Luce sono incisi sul cono della lampada, suggellando simbolicamente l’incontro tra le due istituzioni.
Disponibile in tre dimensioni, questa edizione della Pipistrello conferma come il confronto tra discipline e competenze diverse possa generare nuovi significati. In questo caso, è ancora una volta la luce a fare da filo conduttore, mettendo in relazione passato e presente, spazio e oggetto.
ph. Francis Amiand per Martinelli Luce





