Nel cuore del quartiere Prati, a Roma, Abitzai Project si afferma come un nuovo luogo di confronto dedicato alla cultura del progetto, dove design, architettura, arte e ricerca materica trovano uno spazio comune di dialogo. Più che uno showroom, Abitzai Project nasce come un hub aperto a professionisti, aziende, creativi e appassionati, con l’obiettivo di promuovere una riflessione contemporanea sul ruolo della materia, sull’evoluzione dell’abitare e sulle nuove relazioni tra progetto e società.
Fondato da Claudia Mazohl, il progetto prende il nome da un termine antico che richiama l’idea di “tenere vivo” e “ridare vita”, una visione che si traduce in un approccio progettuale fondato sulla rigenerazione della materia e sulla sua continua reinterpretazione. Qui superfici, texture e materiali non vengono presentati come semplici elementi costruttivi, ma come strumenti narrativi capaci di mettere in relazione memoria e contemporaneità, tradizione e innovazione, natura e intervento umano.
Lo spazio è stato concepito come un laboratorio permanente dedicato ai mondi del residenziale, dell’hospitality e del contract, settori che oggi richiedono sempre più luoghi di incontro e contaminazione culturale oltre che occasioni di confronto professionale. In questo contesto, la materia diventa il punto di partenza per esplorare nuove modalità di progettazione e nuove forme di esperienza dello spazio.
A caratterizzare l’identità di Abitzai Project è soprattutto il programma di incontri, eventi e conversazioni che trasforma lo spazio in una piattaforma culturale capace di mettere in relazione discipline diverse. Un percorso che prende forma attraverso appuntamenti dedicati alla ricerca progettuale e alla riflessione sul rapporto tra materia, creatività e trasformazione.
Tra gli eventi più significativi figura Metamorfosi. Il Risveglio della Materia, un progetto che indaga il passaggio dalla materia alla forma e il processo attraverso cui elementi naturali vengono trasformati in espressioni progettuali. Attraverso un dialogo tra design, moda, artigianato e cultura del fare, l’evento ha posto al centro il concetto di trasformazione come atto creativo, valorizzando il percorso che conduce dalla materia grezza all’oggetto compiuto.
Il tema della contaminazione tra saperi è invece al centro di Cross-Pollination, format curato da Paolo Casicci che esplora il progetto come terreno di incontro tra discipline apparentemente lontane. Architetti e interior designer si confrontano con scrittori, fotografi, biologi, chef e professionisti provenienti da ambiti differenti, dando vita a un dialogo che amplia il significato stesso del design e ne evidenzia la dimensione culturale e relazionale.
La riflessione sull’abitare contemporaneo ha trovato spazio anche nell’incontro Chiedimi se sono felice, realizzato in collaborazione con Open House Roma e dedicato al tema della casa come luogo emotivo, narrativo e personale. Protagoniste della conversazione Clara Bona e Simona Finessi, che hanno affrontato il rapporto tra architettura, interior design e benessere domestico, interrogandosi sul significato di progettare spazi capaci di migliorare la qualità della vita.
Accanto ai talk e ai momenti di confronto, Abitzai Project promuove anche esperienze immersive che coinvolgono sensorialità e materia. È il caso di Living Table, progetto curato da Marcella Salvagni che ha trasformato il dialogo tra design, food e atmosfera in un’esperienza condivisa, confermando la volontà dello spazio di superare i tradizionali confini disciplinari.
Attraverso questo programma di appuntamenti, Abitzai Project consolida la propria vocazione di luogo dedicato alla costruzione di una community trasversale in cui design, cultura e arte possano dialogare in modo aperto e continuativo. Un ecosistema creativo in cui la materia diventa racconto, il progetto si trasforma in occasione di incontro e la cultura del design torna a essere uno strumento per interpretare il presente e immaginare nuove possibilità per il futuro dell’abitare.









