Dal 13 al 17 maggio Padova torna a essere laboratorio diffuso di ricerca sull’abitare contemporaneo con la quarta edizione del Microfestival dell’Abitare, manifestazione curata da Silvia Codato e organizzata da Guerrilla.Lab insieme a Instudio, Freddy Mason, Unobis, Terminal Urbano e Spazio Zephiro. Il tema scelto per il 2026, “Gesto e Geografia. Abitacoli, cartografie e intelligenza artificiale per nuove forme dell’abitare”, mette al centro una riflessione trasversale sul rapporto tra corpo, infrastruttura, tecnologia e paesaggio, attraverso talk, installazioni, performance e sperimentazioni progettuali diffuse in città.
L’edizione di quest’anno assume come dispositivo simbolico e progettuale un ex hangar dell’Aeroporto Gino Allegri, interpretato come “grande vuoto infrastrutturale” da ripensare come spazio potenziale per nuove forme di co-living e rigenerazione urbana. Il progetto coinvolge oltre cento studenti dei Laboratori di Interior Design A e B dell’Università Iuav di Venezia, chiamati a confrontarsi con temi sempre più centrali nelle politiche territoriali contemporanee: emergenza abitativa, riuso adattivo, temporaneità e nuove forme di convivenza.
La riflessione sviluppata dal festival si muove lungo tre direttrici principali: l’“abitacolo” come microspazio performativo ed essenziale, la cartografia come strumento critico di lettura del territorio e l’intelligenza artificiale intesa non solo come tecnologia operativa, ma come “pilota automatico” capace di interrogare il progetto contemporaneo.
Il programma attraversa diversi luoghi della città – dal Centro Culturale Altinate/San Gaetano al Museo di Geografia, passando per Unobis, Instudio e l’aeroporto – trasformando Padova in una piattaforma interdisciplinare dove architettura, design, arti visive, musica e culture digitali dialogano in modo fluido.
L’apertura del festival, mercoledì 13 maggio, è affidata all’inaugurazione della mostra “Aerotavolo”, che raccoglie i progetti degli studenti IUAV dedicati al riuso dell’hangar aeroportuale. La giornata prosegue con la performance sonora “Heavy Metal Light” del percussionista e improvvisatore Francesco Cigana e con l’installazione performativa di Francesco Fochi, dedicata al rapporto tra dissenso urbano e tecnologie di controllo.
Giovedì 14 maggio il focus si sposta invece sulle culture digitali e sull’intelligenza artificiale negli spazi di Unobis. Tra gli appuntamenti principali, il talk di Elena Cavallin del Politecnico di Torino sulle potenzialità della GenAI nella pratica progettuale e la proiezione della trilogia “The Ultimate AI CoreCore Experience” dell’artista e ricercatrice Silvia Dal Dosso, dedicata alle derive estetiche e culturali dell’intelligenza artificiale contemporanea.
Venerdì 15 maggio il Museo di Geografia ospita invece una riflessione più ampia sul territorio e sul design come pratica critica, con l’intervento di Dario Scodeller e le visite guidate alla mostra “Alter–Atlas of Borders” e alla Sala delle Metafore.
Il cuore del Microfestival sarà però sabato 16 maggio all’Aeroporto Gino Allegri, trasformato per un’intera giornata in spazio performativo e infrastruttura culturale. Il programma alterna maratone sonore, passeggiate elettromagnetiche, talk e installazioni artistiche. Tra gli eventi più attesi, “Echoes” di Mauro Martinuz – ispirato a “Music for Airports” di Brian Eno – e “Foreste elettriche” del duo Impero della Luce, esperienza sonora che permette di ascoltare i campi elettromagnetici invisibili prodotti dalle infrastrutture urbane.
Nel pomeriggio si susseguono gli interventi di Gabriele Toneguzzi, Elena Fava ed Edoardo Brunello, Denis Maragno e del collettivo DEFAULT, impegnati a indagare il rapporto tra microarchitetture, corpo, tecnologia e linguaggi contemporanei.
A chiudere il festival sarà “OIKOTOPIA – Metabolizzare un aeroporto” del duo Pupille Gustative: una performance sinestetica che trasforma simbolicamente l’aeroporto in esperienza collettiva attraverso il cibo, riflettendo sull’idea di eterotopia teorizzata da Michel Foucault e sul concetto di spazio condiviso come pratica dell’abitare.
Nel corso delle precedenti edizioni il Microfestival dell’Abitare ha coinvolto oltre 50 eventi in 23 location cittadine e 86 ospiti tra relatori e performer, consolidandosi come uno dei format indipendenti più interessanti nel panorama della ricerca progettuale contemporanea. L’edizione 2026 conferma questa vocazione sperimentale, proponendo l’hangar come metafora di uno spazio aperto, flessibile e in continua trasformazione, dove il progetto diventa strumento per immaginare nuove relazioni tra individuo, collettività e territorio.







