In una periferia milanese dove il tessuto industriale ha progressivamente lasciato spazio a nuovi complessi residenziali, un ex capannone sopravvive come testimonianza di una memoria produttiva ancora leggibile. È da questa condizione urbana di soglia che prende forma Case per Due Fratelli, progetto firmato dall’architetto Andrea Gianni, nato dalla volontà di trasformare uno degli ultimi edifici industriali rimasti nell’area in una nuova abitazione domestica.
Il progetto nasce dalla scelta dei proprietari di sottrarsi alla logica speculativa che sta ridisegnando la periferia milanese: invece di demolire l’immobile per lasciare spazio a una nuova costruzione, i due fratelli decidono di conservarne il carattere originario, reinterpretandolo attraverso un intervento di recupero attento e radicale allo stesso tempo.
L’edificio esistente, disposto sul fondo del lotto e affacciato su un cortile privato, è composto da tre campate principali più una mezza campata, definite da coperture a doppia falda, struttura in cemento armato, tamponamenti in mattone pieno e serramenti metallici. L’intervento ha previsto un importante adeguamento strutturale e impiantistico, necessario per trasformare il manufatto industriale in spazio abitativo contemporaneo, garantendo comfort termico, acustico e sicurezza antisismica.
Il cuore concettuale del progetto risiede nell’inserimento, all’interno di ogni campata, di una “scatola” bianca autonoma, concepita come volume puro e astratto capace di dialogare con l’involucro industriale esistente. Questi nuovi elementi interni, privi del lato rivolto verso il cortile e caratterizzati da una grande apertura zenitale in corrispondenza dei lucernari, organizzano lo spazio domestico senza cancellare la percezione dell’architettura originaria.
Tra le nuove “scatole” e le murature esistenti trovano spazio impianti e sistemi di isolamento, mentre appendici longitudinali interne definiscono gli ambienti più funzionali – cucina, studio e bagno – mantenendo la leggibilità del volume principale. Per evitare che il bagno fosse percepito come corpo estraneo, Andrea Gianni utilizza superfici leggere e vetri privi di telaio, preservando la continuità visiva dell’involucro interno.
Il contrasto tra la dimensione eterea delle nuove superfici bianche e la matericità dell’edificio esistente costituisce uno degli aspetti più interessanti del progetto. La luce naturale proveniente dai lucernari enfatizza il carattere astratto delle nuove volumetrie, mentre le pareti in intonaco cementizio e i serramenti in ferro a taglio termico ristabiliscono il rapporto con l’esterno e con la memoria industriale dell’edificio.
L’immobile è stato suddiviso in due unità indipendenti. La più ampia, distribuita su due campate, ospita il fratello maggiore e la sua famiglia: una campata accoglie la zona giorno, l’altra la zona notte, organizzata attraverso arredi e setti che definiscono gli ambienti senza interrompere la continuità spaziale.
La seconda unità, più compatta, è invece pensata come rifugio urbano per la sorella, appassionata d’arte, che utilizza lo spazio come appoggio temporaneo a Milano. Qui la zona giorno occupa la campata principale, mentre la “mezza campata” viene reinterpretata come spazio notte aperto e flessibile.
CREDITI
Progetto: Case per Due Fratelli
Studio: Andrea Gianni
Location: Milano, Italia
Fotografia: Federico Villa









