Un progetto di sottrazione firmato studio Incognito

Progettare su superfici ridotte significa operare per selezione, attribuire valore a ogni scelta e trasformare il limite in dispositivo progettuale. In questo appartamento di soli 38 metri quadrati affacciato su una corte di fine Ottocento in zona Piazza Dante a Roma, l’architettura non introduce nuovi elementi invasivi, ma lavora per sottrazione, restituendo leggibilità e misura agli spazi esistenti. MH, realizzato da Incognito Studio, interpreta l’intervento sull’abitare minimo come occasione per ridefinire il rapporto tra spazio, materia e memoria all’interno di un contesto storico consolidato.

In questa dimensione sospesa, lo spazio sembra abitare quella stessa condizione di Meriggiare pallido e assorto, una temporalità rarefatta, fatta di luce ferma, superfici materiche e silenzio. Non un’immagine, ma uno stato percettivo, in cui l’interno si carica di quiete e il progetto si misura con l’essenziale.

L’intervento si fonda su un equilibrio calibrato tra conservazione e trasformazione. I muri perimetrali, spessi e materici, vengono preservati come testimonianza della struttura originaria, mentre le superfici vengono alleggerite attraverso la rimozione delle stratificazioni accumulate nel tempo. Le voltine emergono nuovamente, insieme alle tracce degli intonaci storici, che non vengono nascoste ma rese parte integrante del progetto. Il difetto diventa così elemento narrativo, la patina costruisce una continuità temporale tra passato e presente.

La distribuzione interna è essenziale, dove il soggiorno con angolo cottura e una camera da letto sono connessi direttamente, senza filtri né spazi di disimpegno. L’assenza di corridoi e ingressi amplifica la percezione dello spazio, rendendo l’appartamento un organismo compatto e continuo, in cui ogni ambiente dialoga con l’altro.

Gli elementi lignei esistenti di porte e infissi sono stati reinterpretati attraverso un intervento puntuale e sartoriale, che ne aggiorna il funzionamento mantenendone il carattere. A questa operazione si affianca l’inserimento di un parquet continuo, che unifica visivamente gli ambienti e introduce un ordine discreto, capace di legare tra loro le diverse parti del progetto.

La luce gioca un ruolo determinante. Filtrata dalla corte interna, entra negli spazi con una qualità morbida e diffusa, esaltando le superfici e contribuendo a costruire un’atmosfera intima. L’appartamento si configura così come un interno contemporaneo che non rinnega la propria storia, ma la rilegge attraverso un linguaggio essenziale, fatto di sottrazioni, continuità materiche e precisione nei dettagli.

CREDITI

Progetto: MH
Architetti: Incognito Studio
Luogo: Roma (RM), Italia
Anno: 2025
Fotografie: Nicolò Panzeri