Il progetto degli edifici residenziali F1–F2 costruisce il proprio significato architettonico a partire dal fronte urbano. Lungo via della Costituzione, la facciata non si presenta come superficie neutra o come semplice esito compositivo, ma come dispositivo capace di definire un margine urbano, di misurare la scala della strada e di restituire continuità a una porzione di città in trasformazione. Il fronte diventa così luogo di progetto, spazio di mediazione tra l’ordine urbano e la complessità dell’abitare, tra l’unità dell’insieme e la frammentazione controllata dei singoli edifici.
La texture della facciata è il risultato di un lavoro di stratificazione materica e di scomposizione controllata. L’alternanza tra superfici intonacate, rivestimenti in laterizio e inserti metallici non risponde a una logica decorativa, ma costruisce una pelle architettonica spessa, capace di produrre profondità, ritmo e variazioni percettive. Le bucature, disposte secondo un ordine non rigidamente seriale, e la presenza di logge che scavano il volume contribuiscono a rendere il prospetto un campo attivo, in cui luce e ombra, pieno e vuoto, superficie e profondità si alternano generando una vibrazione costante dell’immagine urbana.
È all’interno di questa ricerca sul fronte che si colloca il progetto degli edifici F1–F2, firmato da Alessandro Bucci Architetti a Faenza, come parte conclusiva di un ampio intervento di rigenerazione urbana sull’area ex Neri. L’intervento interessa un comparto di circa 13 ettari, occupato fino alla fine degli anni Novanta da un insediamento industriale e progressivamente trasformato, a partire dal 2010, in un nuovo quartiere a prevalente destinazione residenziale, integrato da funzioni commerciali, direzionali e di servizio. In questo contesto, l’architettura assume il compito di ricostruire un pezzo di città, lavorando sulla continuità spaziale, sulla permeabilità e sulla definizione di nuovi margini urbani.
Gli edifici F1–F2 completano l’asse residenziale lungo via della Costituzione, rafforzando l’unitarietà del fronte e consolidando l’immagine complessiva dell’intervento. La continuità edilizia non è affidata alla ripetizione tipologica, ma a una coerenza linguistica capace di assorbire le differenze e le stratificazioni temporali del progetto. I volumi si susseguono come parti di un’unica aggregazione urbana, interrotta solo da attraversamenti pedonali che mettono in relazione la strada con la galleria commerciale interna, configurandosi come spazi di soglia urbana.
Dal punto di vista compositivo, il progetto rifiuta l’idea di un fronte rigidamente allineato. L’attacco a terra è articolato, la linea di gronda è spezzata e variabile, introducendo una dinamica che rompe ogni effetto di monotonia e restituisce una misura più complessa e urbana dell’edificio. La facciata diventa così un sistema regolato ma non rigido, capace di adattarsi alla scala della strada e di costruire una relazione attiva con lo spazio pubblico.
La scelta dei materiali è ridotta e intenzionale. Cappotto tinteggiato, laterizio faccia a vista e alluminio verniciato costituiscono un vocabolario limitato, utilizzato secondo combinazioni non ripetitive. I listelli di cotto, applicati al cappotto con moduli variabili, generano una superficie vibrante, in cui la materia costruisce una relazione diretta con la luce. Il trattamento cromatico, più scuro al piano terra e articolato ai livelli superiori, rafforza la lettura orizzontale dell’edificio e contribuisce a radicarlo nello spazio urbano, mettendolo in continuità con gli edifici già realizzati nelle fasi precedenti dell’intervento.
La poetica del progetto si fonda su un equilibrio tra ordine e variazione, tra riconoscibilità dell’insieme e specificità delle singole parti. Questa impostazione si riflette anche nell’organizzazione interna degli alloggi, concepiti come unità tra loro differenti per dimensioni, orientamenti e distribuzioni. L’assenza di una tipologia ripetuta afferma una visione dell’abitare come esperienza plurale e non standardizzata, coerente con l’idea di città che guida l’intero intervento.
CREDITI
Progetto: Residenze area ex Neri, edifici F1–F2
Architetti: Alessandro Bucci Architetti
Luogo: Faenza (RA), Italia
Anno: 2024
Fotografie: Pietro Savorelli












