Novacolor ha accolto giornalisti, designer e architetti in un’esperienza immersiva dal titolo “A casa dell’architetto”, pensata per presentare i Color Trends 2026 – The Light Between. L’evento si è tenuto il 19 novembre e ha rappresentato un viaggio sensoriale capace di trasformare il colore in una presenza viva, capace di dialogare con luce, materia e spazio. Nella dimora milanese di Gian Paolo Venier, architetto e designer che ha curato l’intero progetto cromatico, la luce ha assunto il ruolo di vero strumento progettuale, entrando nelle superfici, modellandole, modificando la percezione e rivelando la sostanza del design. Qui gli ospiti hanno potuto muoversi tra le fotografie ibride realizzate in AI da Matteo Imbriani e i campioni delle finiture Novacolor, incontrando le quattro dimensioni tematiche — Grounds, Shadows, Pulses e Traces — fino ad arrivare al Colore “luce” dell’anno, The Light Between (MM332).
“Abbiamo voluto creare un’esperienza che coinvolgesse tutti i sensi,” spiega Anna Bertaccini, Brand Marketing Manager di Novacolor. “Abitare simbolicamente la casa dell’architetto significa accogliere il colore in uno spazio personale, dove luce, materia e atmosfera dialogano in modo autentico e intimo.”
Le otto opere di Imbriani, due per ogni palette, hanno creato un itinerario che invita a percepire il colore come un’emozione più che come una semplice visione, trasformando la casa in metafora dello spazio vissuto e in luogo dove luce e materia rivelano la loro natura profonda. La presentazione dei Color Trends, orchestrata dalla direzione creativa di Freedot e dalla ricerca di Venier, ha assunto così la forma di una narrazione in cui la luce non si limita a illuminare, ma plasma, divide, intensifica, trasformando il colore in un continuo passaggio tra superficie e profondità. Venier stesso ha ricordato come il colore non sia mai una semplice pelle, ma un fenomeno che nasce dall’incontro con la luce e che trasforma la materia in presenza. The Light Between rappresenta quindi un invito a sostare in quello spazio sottile tra pieni e vuoti, nel punto esatto in cui la luce tocca la materia e l’imperfezione diventa una forma di bellezza.










