Nel quadrante ovest di Milano, nel cuore dell’area di San Siro, un complesso Liberty dimenticato per oltre mezzo secolo rinasce come grande parco termale urbano. Il progetto di interior firmato da THDP per De Montel: Terme Milano interpreta il restauro filologico delle storiche scuderie progettate negli anni Venti da Vietti Violi come occasione per costruire una nuova narrazione spaziale: un viaggio immersivo che intreccia memoria equestre, linguaggio Liberty e ritualità contemporanea del benessere. L’intervento si misura con un involucro fortemente identitario, recuperato sotto la supervisione della Soprintendenza, e con un programma funzionale complesso: oltre 16.000 metri quadrati, tra ambienti coperti e giardini attrezzati, destinati a un’esperienza termale articolata e sostenibile. Il progetto si inserisce così tra le più significative operazioni di rigenerazione conservativa milanesi, trasformando un’architettura storica abbandonata in una nuova infrastruttura urbana dedicata al wellness.
Il concept elaborato da THDP si struttura su tre direttrici progettuali: la matrice Liberty dell’edificio, la memoria delle scuderie e il percorso dell’acqua termale come motore sensoriale del progetto. Questi tre livelli si intrecciano in una strategia di interior design che traduce il racconto storico in elementi tangibili: materiali, luci, arredi e dettagli su misura diventano dispositivi narrativi capaci di guidare l’utente lungo l’intero percorso. L’ispirazione Liberty si esprime attraverso ferri battuti, vetri lavorati e linee sinuose, reinterpretati in chiave contemporanea. Le citazioni non si limitano al decoro, ma diventano grammatica compositiva: l’illuminazione bespoke, progettata appositamente per il complesso, traduce la leggerezza e la raffinatezza dello stile originario in sistemi luminosi che amplificano la qualità percettiva degli ambienti. Parallelamente, il passato equestre dell’edificio viene evocato con un approccio misurato e astratto. Sedute su misura con texture che ricordano il cuoio delle briglie, ganci per accappatoi modellati sulle forme di staffe e morsi, catene e cinghie integrate nei corpi illuminanti: ogni dettaglio restituisce l’anima delle antiche scuderie, senza ricorrere a citazioni letterali ma attraverso un linguaggio materico e funzionale. L’acqua, estratta da un pozzo artesiano a 396 metri di profondità, diventa il vero elemento generatore del progetto. L’esperienza termale è costruita come un percorso che accompagna l’utente dalla superficie fino alla dimensione più intima e immersiva del benessere.
All’ingresso, una cascata di dischi in vetro soffiato artigianale intercetta la luce naturale proveniente dal grande lucernario in ferro e vetro, generando caustiche luminose che evocano l’immersione subacquea. Il dispositivo scenografico introduce immediatamente il tema dell’acqua come materia viva e dinamica, suggerendo un passaggio simbolico dal mondo urbano a una dimensione sospesa e contemplativa. La scelta dei materiali rafforza questo racconto: travertino, ceramiche materiche e superfici che richiamano muschi, sali e rocce umide traducono in chiave architettonica l’interazione dell’acqua con gli elementi naturali. Le docce emozionali ambientate su fondali “organici”, le pareti saline e le composizioni luminose a bolle di vetro costruiscono un paesaggio interno che oscilla tra grotta naturale e architettura termale contemporanea.
L’organizzazione distributiva segue una chiara gerarchia esperienziale. Il piano terra è interamente dedicato al percorso benessere: vasche termali, saune, hammam e aree relax si aprono verso la corte-giardino e il parco, stabilendo un dialogo continuo tra interno ed esterno. Gli spogliatoi, concepiti come vera soglia del rito termale, reinterpretano i box delle scuderie come spazi di preparazione, dotati di postazioni beauty e armadietti personalizzati. Al primo piano, le sale relax con capriate lignee a vista si affacciano sul verde, mentre il bagno di vapore e le cabine trattamenti introducono un’atmosfera più intima e raccolta. Le cabine singole utilizzano tonalità chiare, laminati effetto rovere e piani in travertino; quelle di coppia adottano cromie più scure e pattern dorati ispirati alle vetrate storiche degli abbaini, definendo un gradiente percettivo tra pubblico e privato. Le aree F&B, pensate come terrazze interne con tralicci vegetali e sedute leggere, completano l’esperienza proponendo spazi conviviali che evocano l’immagine di un giardino urbano fruibile in tutte le stagioni.
L’illuminazione gioca un ruolo chiave nella costruzione dell’atmosfera: luci dinamiche nei corridoi simulano i riflessi dell’acqua sulle superfici, mentre lanterne su misura reinterpretano l’immaginario Liberty, generando una sequenza di spazi sospesi tra memoria e contemporaneità.
CREDITI
Progetto: De Montel: Terme Milano
Studio: THDP
Location: Milano, Italia
Anno: 2025
Fotografia: Giorgio Baroni
















