Materia, luce e percezione nello spazio

Nel contesto urbano di Milano, la boutique Le Lunetier Milano si configura come un esercizio di sottrazione e precisione, in cui il progetto architettonico costruisce un ambiente misurato, sensoriale e profondamente materico. L’intervento, firmato dallo Studio Mabb, interpreta il tema del lusso attraverso un linguaggio minimale, affidando alla qualità dei materiali, alla luce e alle relazioni spaziali il compito di definire l’identità del luogo.

Lo spazio si articola come una sequenza controllata di superfici e volumi, dove l’involucro architettonico assume un ruolo centrale. Le pareti rivestite in calce naturale e intonaco strollato restituiscono una materia vibrante, irregolare, che entra in dialogo con i pannelli espositivi in feltro di lana spagnola non trattata. Il contrasto tra superfici dure e morbide, riflettenti e assorbenti, costruisce un’atmosfera ovattata, nella quale la percezione tattile diventa parte integrante dell’esperienza.

Il pavimento in marmo originale d’epoca viene conservato come elemento di continuità storica, fungendo da base neutra e preziosa per l’inserimento di arredi dal carattere deciso. I volumi monolitici in palissandro laccato lucido dialogano con piani in alluminio spazzolato, mentre le strutture espositive in metallo verniciato bruno definiscono una griglia rigorosa, pensata per valorizzare gli oggetti senza sovrapporsi ad essi.

Il fulcro dello spazio è rappresentato dall’area a doppia altezza, dominata da un chandelier custom in ottone realizzato da Morghen Studio. Qui, la luce assume una dimensione quasi architettonica, diventando elemento ordinatore dello spazio. Al di sotto, un desk espositivo con piano in feltro naturale introduce una dimensione più intima e raccolta, trasformando il gesto dell’acquisto in un rituale lento e misurato.

Un secondo elemento scenografico è il banco cassa, un volume austero rivestito in specchio anticato, sollevato da terra grazie a una zoccolatura arretrata. L’effetto di sospensione alleggerisce la massa e introduce un gioco percettivo basato su riflessi e profondità visive.

L’intervento artistico assume un ruolo strutturale nel progetto. Lungo una parete laterale, una composizione di specchi decorativi anticati richiama il linguaggio scultoreo di Paul Evans, costruendo una superficie frammentata che moltiplica i punti di vista e amplifica la spazialità. Le opere di Alessandro D’Aquila e Andrea Albanese si inseriscono come presenze autonome, contribuendo a definire una dimensione espressiva che va oltre il semplice allestimento.

Sui pilastri, un’installazione luminosa realizzata da Neon Art, ispirata alle ricerche di Dan Flavin, introduce una componente immateriale e dinamica, in contrasto con la densità materica dell’insieme.

Al livello superiore, il soppalco rivestito in moquette color vinaccia ospita la zona private sales. Uno spazio raccolto e silenzioso, pensato per un’interazione più personale, in cui un tavolo custom in palissandro lucido e marmo Breccia Capraia diventa elemento centrale della relazione tra architettura, oggetto e utente.

Per maggiori informazioni, visitate www.studiomabb.it

CREDITI
Progetto: Le Lunetier Milano, Garibaldi
Studio: Studio Mabb
Luogo: Milano, Italia
Anno: 2025