La piazza come bene comune

Henri Lefebvre, nel suo Le droit à la ville, riconduce lo spazio urbano alla sua dimensione più radicale: non come semplice supporto fisico, ma come luogo di riconoscimento, appropriazione e presenza collettiva. Il diritto alla città si esercita infatti nei luoghi in cui la comunità può apparire, sostare, attraversare e riconoscersi come tale. In questa prospettiva, la piazza assume un ruolo centrale, non come un vuoto residuale tra gli edifici, ma spazio civico per eccellenza e dispositivo sociale. È a partire da questa idea di spazio pubblico come bene comune che si può leggere il progetto di riqualificazione di Piazza Cairoli a Velletri, firmato da expandstudio.

L’intervento, vincitore del concorso di progettazione bandito dal Comune nel novembre 2022, si inserisce in una strategia più ampia di rigenerazione del centro storico, assumendo la piazza come luogo chiave per ridefinire il rapporto tra memoria urbana, spazio pubblico e uso quotidiano. Piazza Cairoli occupa una posizione strategica nel tessuto urbano di Velletri, all’intersezione tra il corso principale e le direttrici di sviluppo. È un punto di contatto tra il cardo storico e il futuro decumano della città, destinato a strutturarsi come uno degli accessi pedonali principali al centro antico. In questa condizione di soglia, il progetto non introduce nuovi volumi ma lavora per sottrazione e ricomposizione, restituendo allo spazio pubblico una dimensione di continuità e riconoscibilità.

Prima dell’intervento, lo spazio era interamente occupato dalle automobili, con una perdita quasi totale della sua funzione urbana e sociale. La pedonalizzazione integrale rappresenta quindi un gesto fondativo: liberare il suolo significa riattivare possibilità d’uso, ma anche ricostruire un rapporto tra spazio e comunità. Il progetto assume la morfologia esistente come materia di lavoro. La pendenza naturale del terreno del 5%, non viene neutralizzata, ma assecondata e trasformata in principio ordinatore. La piazza si configura come un piano urbano continuo, accessibile in ogni suo punto, privo di barriere e gerarchie rigide, in cui il movimento del corpo diventa strumento di lettura dello spazio. Le variazioni di quota sono integrate nel disegno complessivo, accompagnando l’attraversamento.

Il disegno delle pavimentazioni costituisce il principale dispositivo progettuale. Cubetti di porfido e basalto di recupero, materiali fortemente radicati nella tradizione costruttiva locale, vengono riorganizzati secondo una nuova trama geometrica, scandita da ricorsi in pietra calcarea chiara. Il tracciato non ha carattere ornamentale, ma segue le giaciture delle emergenze architettoniche presenti come la torre e la fontana, definendone le aree di influenza e costruendo un campo di relazioni tra elementi, percorsi e vuoti. Il riutilizzo di circa 380 metri cubi di materiale lapideo, pari all’85% della superficie complessiva, diventa parte integrante della strategia progettuale, trasformando la materia esistente in strumento di continuità e riscrittura.

Nella parte più bassa della piazza, l’inserimento di sedici alberi ad alto fusto introduce un giardino urbano che dialoga con la fontana storica. Ombra e acqua assumono il ruolo di dispositivi climatici, capaci di migliorare le condizioni microambientali e di favorire la permanenza. Le zone di sosta che ne derivano non sono episodi isolati, ma parti di un sistema spaziale unitario, pensato per sostenere usi quotidiani, informali e collettivi, restituendo allo spazio pubblico una dimensione abitabile.

Una scalinata collega direttamente il portico a nord alla quota principale della piazza, rafforzando la continuità tra le architetture esistenti e il nuovo suolo urbano. La rampa, interamente rivestita in pietra lavica, assume una presenza misurata ma incisiva, mentre lo stesso materiale viene utilizzato per gli arredi urbani distribuiti sull’intera area di progetto. Ne deriva un linguaggio coerente, in cui ogni elemento sembra emergere dal suolo, senza soluzione di continuità tra infrastruttura, architettura e spazio aperto.

CREDITI

Progetto: Riqualificazione di Piazza Cairoli
Architetti: expandstudio
Luogo: Velletri (RM), Italia
Anno: 2025
Fotografie: Federico Farinatti