La nuova Stazione di Baia tra infrastruttura e memoria

Nel territorio dei Campi Flegrei, dove il paesaggio vulcanico si intreccia con le tracce di una stratificazione millenaria e con la vitalità urbana di Bacoli, il progetto della nuova Stazione di Baia si inserisce come un gesto di rigenerazione architettonica e culturale. L’intervento, firmato da od’a – Officina d’Architettura, in collaborazione con Tecnosistem S.p.A. per la parte ingegneristica, nasce dalla volontà di restituire identità, funzione e senso a una stazione ferroviaria rimasta incompiuta per oltre dieci anni. In un contesto di straordinario valore storico e paesaggistico, la stazione è concepita non come semplice infrastruttura di transito, ma come luogo di accoglienza, racconto e connessione tra città, patrimonio archeologico e mare.

Baia, antica località termale romana e oggi porta d’accesso al Parco Archeologico dei Campi Flegrei, costituisce il riferimento culturale e simbolico dell’intervento. Qui l’architettura è chiamata a misurarsi con un territorio fragile e potente, in cui ogni nuovo segno deve dialogare con la memoria del suolo e con la complessità del paesaggio.

Il progetto nasce nei primi anni Duemila con l’ammodernamento della linea Cumana e la dismissione, nel 1999, della stazione storica di Baia. Tra il 2004 e il 2007 viene progettata la nuova stazione interrata, un complesso di circa 2.800 mq. L’avvio dei lavori è seguito da una lunga sospensione che lascia l’edificio incompiuto per anni, segnando il tessuto urbano circostante. Solo nel 2023 il progetto è stato riattivato e aggiornato attraverso una variante che ha permesso di ridefinire gli accessi, migliorare la connessione con il centro urbano e valorizzare l’intero ambito esterno. L’intervento di od’a – Officina d’Architettura si fonda su un equilibrio attento tra memoria, funzionalità e paesaggio. Il tema centrale è quello dell’integrazione: integrare l’architettura nel terreno vulcanico e nelle preesistenze archeologiche, integrare la mobilità ferroviaria con i percorsi pedonali e ciclabili, integrare l’esperienza del viaggio con quella della scoperta culturale.

L’edificio si sviluppa su più livelli ed è caratterizzato da volumi geometricamente essenziali e da una palette materica che richiama la tradizione costruttiva locale di tufo, pietra, travertino, superfici in mattoni e calcestruzzo pigmentato. La luce naturale assume un ruolo strutturante nel progetto: grandi lucernai circolari perforano la copertura e portano la luce negli spazi ipogei, trasformando l’ambiente sotterraneo in un luogo sorprendentemente luminoso e accogliente. La stazione si configura così come uno spazio urbano interno, capace di restituire qualità percettiva e senso di appartenenza, superando l’idea di mero luogo di passaggio.

Accanto alla riqualificazione architettonica dell’edificio, il progetto affronta in modo innovativo il tema degli spazi esterni. La variante del 2023 sostituisce il collegamento meccanizzato originariamente previsto con un nuovo sottopasso ciclopedonale che connette direttamente la stazione alla ex sede ferroviaria dismessa. Questo sedime, per anni abbandonato, diventa il fulcro di un percorso verde lineare che si estende fino al centro urbano di Baia. Il nuovo asse ciclopedonale è concepito come un vero e proprio parco urbano lineare, con una sequenza di spazi pubblici, piazze, aree di sosta per biciclette e veicoli elettrici, zone di incontro e belvedere. Il disegno paesaggistico prevede pavimentazioni drenanti, aiuole di macchia mediterranea e arredi minimal in acciaio e legno. In questo modo, la stazione si apre al quartiere, riconnettendo ambiti urbani frammentati e restituendo al territorio un luogo vissuto e attraversabile.

Uno degli aspetti più significativi del progetto riguarda l’allestimento interno, pensato come dispositivo narrativo. Le pareti della stazione diventano superfici di racconto, ospitando vetrine espositive, pannelli retroilluminati, mappe e riproduzioni tridimensionali che accompagnano il viaggiatore alla scoperta della storia di Baia e dei Campi Flegrei. Grazie alla collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e all’impiego di tecniche avanzate di stampa 3D, sono previste riproduzioni a grandezza naturale di statue e reperti flegrei — dai Dioscuri di Baia all’Afrodite Sosandra — presentate in anteprima all’Expo 2025 di Osaka e successivamente collocate negli spazi della stazione. L’architettura diventa così supporto per un museo diffuso, in cui mobilità, tecnologia e memoria si intrecciano, trasformando l’attesa e il passaggio in un’esperienza conoscitiva e sensoriale.

CREDITI
Progetto: Stazione di Baia
Progetto: od’a – Officina d’Architettura srl
Luogo: Baia, Bacoli (NA), Italia
Fotografie: Mario Ferrara