Chi cerca trova, e non si può mai immaginare quali preziosità possano emergere all’interno di un edificio esistente nel tessuto stratificato di Porta Portese, a Roma. È a partire da questa dimensione di scoperta, profondamente legata all’immaginario del celebre mercato, che il progetto di Valentina Andriulli e Costanza Santovetti ridefinisce lo spazio domestico come dispositivo espressivo capace di tenere insieme identità, materia e narrazione. Situato nel quartiere di Porta Portese, l’intervento trasforma un attico di ampia superficie in un ambiente articolato e stratificato, dove l’abitare si configura come pratica estetica e insieme quotidiana.
L’appartamento nasce dalla fusione di due unità distinte all’interno di un edificio degli anni Settanta, operazione che non si limita a una semplice riorganizzazione distributiva, ma costruisce una nuova continuità spaziale fondata su sequenze, soglie e variazioni materiche. Il risultato è un organismo domestico complesso, capace di alternare aperture generose e momenti più raccolti, definendo una spazialità fluida.
Il cuore del progetto è la zona giorno, concepita come un campo relazionale in cui cucina e soggiorno si intrecciano. Qui il progetto lavora per sovrapposizione di materiali, colori e texture: il legno della cucina su misura si confronta con la superficie vibrante delle pareti, immerse in una tonalità rosso vino che conferisce profondità e densità percettiva allo spazio. La luce, filtrata e riflessa dalle superfici, contribuisce a costruire un’atmosfera calda e avvolgente, in cui la dimensione domestica si carica di una qualità quasi scenografica.
La scelta dei materiali rivela una particolare attenzione alla dimensione tattile e artigianale del progetto. Il pavimento in pietra compattata, disposto secondo un disegno a scacchiera, introduce un ritmo visivo che dialoga con le superfici verticali, mentre l’isola della cucina, rivestita in piastrelle dipinte a mano, diventa elemento focale e dispositivo narrativo. Il parquet in teak a grandi liste, nella continuità delle stanze, contribuisce a costruire una base calda e uniforme, capace di assorbire e restituire le variazioni cromatiche dell’ambiente.
La zona notte è organizzata come ambito separato e più intimo, accessibile attraverso un ingresso indipendente che ne rafforza il carattere di spazio autonomo. Qui il progetto insiste sulla dimensione della personalizzazione, attraverso interventi decorativi realizzati in situ che trasformano ogni ambiente in un episodio unico. Bagni e camere diventano così luoghi di sperimentazione, in cui superfici e dettagli contribuiscono a costruire un racconto domestico fortemente identitario.
L’arredo gioca un ruolo fondamentale nella definizione dello spazio, muovendosi tra modernariato, design contemporaneo e pezzi su misura. Questa eterogeneità genera un equilibrio dinamico, in cui ogni elemento contribuisce alla costruzione di un paesaggio interno coerente ma non uniforme. Le opere di giovani artisti italiani e le installazioni site-specific, come gli interventi decorativi nei soffitti, amplificano ulteriormente questa dimensione narrativa, trasformando l’appartamento in una vera e propria piattaforma espressiva.
Il progetto si configura così come una composizione stratificata, in cui materiali, colori e oggetti costruiscono un sistema di relazioni capace di restituire la complessità dell’abitare contemporaneo, traducendo le esigenze e l’immaginario dei committenti in uno spazio denso, riconoscibile e profondamente vissuto, dove ogni elemento sembra emergere come un ritrovamento inatteso, proprio come accade tra i banchi del mercato di Porta Portese.
CREDITI
Progetto: Appartamento a Porta Portese
Architetti: Valentina Andriulli, Costanza Santovetti
Luogo: Roma (RM), Italia
Anno: 2026
Fotografie: Dario Borruto















