Il progetto di restauro di Masseria Caronte, firmato dallo studio Margine a Vernole, nel Salento, è un lavoro sul tempo prima ancora che sulla forma. Un tempo sedimentato nella pietra leccese, nelle volte, nel recinto che ha custodito per secoli il lavoro e gli animali, e che nel corso degli anni è stato alterato da aggiunte e trasformazioni.
La masseria, storicamente destinata all’allevamento ovino e alla produzione di lana e filati, presenta una struttura originaria riconoscibile in un impianto a corte chiusa. Il nucleo fondativo è definito da un recinto quadrangolare in pietra leccese, alto circa tre metri, concepito come dispositivo di protezione per il bestiame, sul quale si innesta un corpo edilizio voltato articolato in tre ambienti, un tempo utilizzati come opificio e ricovero. L’intervento assume questa stratificazione come materia critica e sceglie di operare per sottrazione, liberando l’architettura dalle sovrascritture per restituire continuità allo spazio, misura alla materia e leggibilità all’impianto originario.
La rifunzionalizzazione degli spazi interni, oggi destinati a ristorante, non avviene attraverso una ridefinizione totale dell’impianto, ma tramite l’inserimento di tre episodi architettonici puntuali: un banco, un focolare e una quinta. Questi elementi, realizzati in pietra di tufo e trattati con scialbature a latte di calce, si dichiarano come presenze contemporanee, distinguendosi cromaticamente e matericamente dalla fabbrica storica. Il loro disegno essenziale e il tema comune del cassettonato instaurano una continuità visiva che attraversa gli ambienti, costruendo una nuova gerarchia spaziale senza sovrapporsi alla struttura esistente.
Il banco introduce e organizza l’accesso, assumendo il ruolo di soglia tra spazio pubblico e spazio di servizio; il focolare caratterizza la sala ricavata nel corpo degli anni Sessanta, trasformandola in un ambiente identitario; la quinta, infine, risolve una necessità funzionale schermando l’antibagno e controllando le relazioni visive con le sale voltate. In tutti e tre i casi, l’intervento si misura con la scala e la materialità del luogo, affidando alla chiarezza del gesto la propria forza espressiva.
Anche il cortile, liberato dalla copertura lignea incongrua, torna a essere uno spazio centrale del progetto. La protezione parziale è affidata a un dehor in corten, rivestito da un incannucciato lasciato grezzo e integrato da elementi illuminanti in terracotta. Tavoli e arredi, disegnati appositamente, impiegano gli stessi materiali di corten, pietra e legno, rafforzando l’idea di un insieme coerente, costruito per addizione di elementi essenziali e riconoscibili. La masseria torna così a essere una struttura essenziale, capace di accogliere un nuovo uso senza rinunciare alla propria memoria costruttiva.
CREDITI
Progetto: Masseria Caronte
Architetti: studio Margine
Luogo: Vernole (LE), Italia
Anno: 2025
Fotografie: Marcello Mariana














