Il progetto di trasformazione di un appartamento degli anni Sessanta nella prima periferia di Imola, firmato da Gian Luca Zoli Architetto, affronta il tema dell’abitare familiare come esercizio di equilibrio tra dimensione collettiva e spazio individuale. L’intervento nasce dalla necessità di ridefinire radicalmente un interno domestico esistente, adattandolo alle esigenze di una coppia e dei suoi quattro figli, senza sacrificare la qualità dello stare insieme né la possibilità di preservare ambiti di intimità e concentrazione.
L’architettura assume la struttura originaria come principio ordinatore del progetto. Denudata e resa esplicita, la parte strutturale diventa una vera e propria spina dorsale attorno alla quale si organizza il nuovo programma funzionale, trasformandosi da elemento tecnico a dispositivo spaziale e narrativo. È lungo questo asse che si articolano i diversi ambienti, in una sequenza che costruisce relazioni, attraversamenti e pause, evitando compartimentazioni rigide e gerarchie predefinite.
L’ingresso conserva l’originario pavimento in marmo nero, assunto come traccia materica e temporale dell’edificio, segno di continuità con la storia dell’appartamento. A partire da questo punto, il progetto introduce un nuovo livello interno, necessario all’integrazione degli impianti e al sistema di riscaldamento a pavimento, che ridefinisce la percezione dello spazio domestico. Il nuovo piano è caratterizzato da un pavimento in legno di rovere di piccolo formato, che accompagna la vita quotidiana con una matericità calda e discreta, capace di unificare visivamente gli ambienti.
Il soggiorno si configura come uno spazio luminoso e calibrato, in cui la relazione tra vedere e nascondere diventa parte integrante dell’esperienza abitativa. La porta trasparente non si limita a separare la cucina, ma agisce come dispositivo ordinatore: introduce una distanza misurata, incornicia lo spazio retrostante e permette allo sguardo di scorrere, mantenendo una chiara gerarchia tra gli ambiti. Le superfici verticali sono trattate in resina dai colori delicati, accostate a toni naturali intrecciati che rielaborano, in chiave contemporanea, il linguaggio del design italiano degli anni in cui l’appartamento è stato costruito.
Il progetto lavora per sottili scarti e sovrapposizioni leggere, affidando alla precisione delle scelte la costruzione di un nuovo equilibrio abitativo. La casa si configura come un organismo flessibile, in cui la dimensione familiare non è ridotta a una semplice somma di stanze, ma prende forma attraverso relazioni spaziali capaci di adattarsi ai tempi e ai ritmi di chi la abita.
CREDITI
Progetto: Apartment for 4 children
Architetto: Gian Luca Zoli Architetto
Luogo: Imola (BO), Italia
Anno: 2024
Fotografie: Marco Tacchini












