Con stazioni ispirate ai portici torinesi, materiali sostenibili e una forte attenzione al contesto urbano, il team guidato da UNS ridisegna il futuro della città.
Con la vittoria come parte del team nel concorso internazionale per architettura, design e identità visiva della nuova Metro Linea 2, Settanta7 – studio di architettura internazionale – consolida e rinnova il proprio legame con Torino, contribuendo a un progetto che segna un passaggio chiave verso la costruzione di un nuovo asse metropolitano.
La giuria internazionale, presieduta dall’architetto e urbanista di fama mondiale Dominique Perrault, ha premiato la proposta guidata da UNS, in collaborazione con Settanta7, Mijksenaar, Frigorosso, 3BA e WSP. Il progetto è stato riconosciuto per la sua eleganza e coerenza, per l’accurata selezione di materiali e tecnologie e per l’elevata qualità degli spazi interni.
Il concept nasce da una riflessione sulla natura stessa di Torino, una città definita da contrasti raffinati. Il suo linguaggio architettonico incarna questa dualità: esterni austeri e rigorosi celano interni ricchi e decorati, dove elementi barocchi si sviluppano in una complessa stratificazione. Questa dualità informa il progetto della nuova linea metropolitana, concepita come una sequenza spaziale che conduce dalla sobrietà formale a spazi accoglienti e identitari, dove tradizione e contemporaneità convivono in continuità con il carattere della città.
La proposta si concentra su tre stazioni principali – Mole-Giardini, San Giovanni Bosco e Carlo Alberto – unite da un sistema architettonico ispirato alla reinterpretazione contemporanea dei portici torinesi. Le pensiline evolvono dall’archetipo dell’arco a quello del portale, richiamando il ritmo e la composizione delle facciate storiche.
Accanto alla Mole Antonelliana, la stazione Mole-Giardini è concepita come un landmark urbano leggero e trasparente, capace di inserirsi armoniosamente in un contesto storico sensibile. Funziona come nodo intermodale, migliorando la mobilità dell’ultimo miglio, mentre luce e grafica costruiscono un’identità riconoscibile ispirata alle ninfee del vicino Giardino di Levante.
La stazione San Giovanni Bosco, lungo il nuovo parco lineare dell’ex Trincerone, si configura come un padiglione nel paesaggio: una struttura fuori terra, permeabile e attraversabile, che è al tempo stesso infrastruttura e spazio pubblico. L’identità interna è definita da un pattern ispirato alla croce, in riferimento all’ospedale vicino, rafforzando il legame tra architettura, funzione e contesto.
Nel cuore del Distretto dei Musei, la stazione Carlo Alberto — sotto l’omonima piazza — è pensata come porta d’ingresso al centro storico. Gli accessi si integrano nel tessuto urbano esistente, mentre l’atrio accoglie una vetrina espositiva centrale con reperti archeologici emersi durante gli scavi. La stazione ospita anche il Teatro delle Residenze, uno spazio culturale flessibile per eventi e performance, e si connette direttamente agli spazi sotterranei di Palazzo Carignano, secondo il modello delle “stazioni dell’arte” già sperimentato in città come Napoli, Roma e Atene.
Le stazioni sono concepite come architetture flessibili e modulari, capaci di adattarsi a diversi contesti urbani e di evolversi nel tempo. Il sistema delle pensiline, pensato come tipologia espandibile, consente l’integrazione futura di nuovi servizi, contribuendo a una rete in continua trasformazione.
L’identità della linea è rafforzata anche dal sistema di branding e wayfinding: un linguaggio visivo coerente accompagna l’esperienza dell’utente, integrandosi con architettura e arredi. Colori, tipografie e dispositivi informativi sono progettati per garantire chiarezza, facilitare l’orientamento e rendere intuitivo l’utilizzo della rete.
I materiali svolgono un ruolo centrale nella definizione dell’identità delle stazioni, combinando tradizione e innovazione. Alluminio, ceramica, terrazzo e pietre locali come porfido e Luserna costruiscono un linguaggio materico basato su durabilità, prestazioni e qualità sensoriale. Allo stesso tempo, la sostenibilità guida la scelta di materiali riciclabili, a basse emissioni e con cicli di vita lunghi, bilanciando innovazione tecnologica e riferimenti all’artigianato locale.
Con questo progetto, Settanta7 — insieme a UNS e al team vincitore — contribuisce a delineare una Torino più sostenibile e connessa, trasformando l’infrastruttura in un catalizzatore di rigenerazione urbana e identità collettiva.
CREDITI
Progetto: Metro Linea 2 Torino
Studio: UNS, Settanta7, Mijksenaar, Frigorosso, WSP, 3BA
Location: Torino, Italia
Anno: in corso
Immagini: Produced by HISM, © Commissario Straordinario Chiaia







