Il disegno è spesso il luogo più fragile e insieme più potente del progetto, uno spazio sospeso tra intuizione e forma, dove l’idea architettonica prende corpo prima di tradursi in materia. È a partire da questa dimensione preliminare e quasi domestica del processo creativo che lo studio di architettura AMArchitectrue, fondato da Stefania Agostini e Luca Mostarda, presenta venerdì 13 marzo 2026 a Roma la mostra “Drawings from the Drawer”, ospitata negli spazi di PORTUENSE201.
L’esposizione nasce all’interno del progetto culturale F/A FakeAuthentic, iniziativa avviata nel 2019 con l’obiettivo di costruire una piattaforma aperta di confronto tra architettura, design e sperimentazione. Nel tempo quella che era inizialmente una call rivolta a giovani creativi interessati a interpretare un tema attraverso un oggetto di arredo si è trasformata in un collettivo internazionale capace di attraversare gallerie, fiere e contesti espositivi tra Italia ed Europa.
La tappa romana sceglie di interrogare un momento preciso del processo progettuale: ciò che rimane nel cassetto. Disegni preparatori, schizzi e intuizioni — spesso relegati a strumenti intermedi, destinati a scomparire nel passaggio verso l’opera finita — diventano qui materia di racconto. “Drawings from the Drawer” porta alla luce queste tracce iniziali, riconoscendone la capacità di rivelare la dimensione più autentica del pensiero progettuale.
Il progetto espositivo, curato da Stefania Agostini con la direzione progettuale di Matteo Pigni e l’allestimento coordinato da Jacopo Luini e Gianluca Micera (UNBALANCED), interpreta letteralmente il tema del cassetto come dispositivo spaziale. Lo spazio di PORTUENSE201 diventa un luogo di svelamento progressivo, in cui le opere emergono come frammenti di un processo creativo che precede l’oggetto e ne custodisce l’origine.
La mostra riunisce un collettivo internazionale di architetti e designer — tra cui Duccio Maria Gambi, Novarino Jendras, Naessi, H501, Millim Studio, Hyperspandrel, Marco Barazzuoli, Fabian Buxhofer, S2A, Daniela Pinotti, Ana Aragão, Carton123, Verloren Bekisting e Vormen — chiamati a trasformare il gesto del disegno in una presenza tridimensionale. Ciò che normalmente rimane ai margini del progetto diventa così oggetto, spazio, esperienza.
Per maggiori info: www.portuense201.com


