La Tradizione come spazio di eredità

Il progetto di trasformazione di una bottega storica in spazio contemporaneo dedicato al cibo affronta oggi il tema della tradizione come materia attiva, capace di evolvere senza perdere radici. In questo orizzonte si colloca l’intervento dell’architetta Valentina Autiero a Seiano di Vico Equense, dove una storica realtà commerciale viene reinterpretata come luogo di esperienza, racconto e convivialità.

La Tradizione nasce come macelleria, spazio di lavoro scandito da gesti ripetuti e rituali quotidiani, e nel tempo si trasforma in dispensa, cucina, trattoria. Un’evoluzione lenta, coerente, che ha ampliato il suo raggio d’azione senza mai interrompere il legame con una storia familiare tramandata di generazione in generazione. È proprio su questo equilibrio fragile tra conservazione e cambiamento che interviene il progetto, assumendo la memoria come struttura portante e non come semplice citazione.

L’operazione progettuale si concentra sull’area gastronomica. L’obiettivo non è ricostruire un’immagine nostalgica del passato, ma immergere lo spazio in una narrazione continua, dove il tempo si stratifica e diventa percepibile. La configurazione interna è definita da una volumetria compatta e materica, caratterizzata da tonalità che richiamano la terra e la manualità del lavoro artigiano. Il cibo diventa elemento architettonico e decorativo al tempo stesso: non semplice merce esposta, ma parte di una scenografia quotidiana che attiva tutti i sensi. Lo spazio si offre come esperienza sinestetica, in cui vista, olfatto, tatto e gusto concorrono a costruire un racconto unitario.

L’organizzazione funzionale si articola attorno a una sequenza di banchi espositivi disposti con rigore coreografico, che guidano lo sguardo e il movimento. Al centro, un segno scultoreo e luminoso attraversa longitudinalmente l’ambiente, reinterpretando in chiave contemporanea la memoria della macelleria originaria. Frammenti sospesi, irregolari e vibranti, ricompongono un’immagine simbolica di continuità: ciò che era appeso un tempo si trasforma oggi in luce, segno, materia narrativa.

La prospettiva interna si estende fino all’ingresso, costruendo un asse visivo che connette le diverse funzioni e rafforza il senso di attraversamento. Il gesto della preparazione dei cibi diventa parte integrante dell’esperienza spaziale, come un’azione esposta, condivisa, che invita alla sosta e all’osservazione, trasformando il lavoro quotidiano in rito collettivo. Intorno, superfici e contenitori disegnano una texture continua, nella quale i prodotti diventano elementi attivi dell’architettura.

L’intero progetto è costruito attraverso un approccio sartoriale, basato sul riuso, sulla reinterpretazione e sulla trasformazione di oggetti esistenti. Nulla appare ridondante o puramente decorativo, ogni elemento partecipa a un equilibrio complessivo che restituisce valore al “fare” manuale e alla dimensione lenta del tempo.

CREDITI
Progetto: La Tradizione
Architetti: Valentina Autiero
Luogo: Seiano di Vico Equense (NA), Italia
Anno: 2025
Fotografie: Carlo Oriente