Nel Salento, la pietra naturale è molto più di un materiale: è memoria, identità e linguaggio progettuale. In questo scenario si inserisce Pimar, realtà che da oltre centocinquant’anni lavora la pietra trasformandola in architettura, superfici e oggetti capaci di raccontare il Mediterraneo, dando vita ad un sapere artigianale radicato nel territorio. Oggi l’azienda opera tra architettura e design con un approccio contemporaneo.
Attraverso Atelier Pimar, divisione dedicata ai complementi, la materia viene reinterpretata in chiave attuale, mantenendo al centro la dimensione sensoriale e il legame con il paesaggio. Una visione che trova espressione al Salone del Mobile 2026, dove Pimar presenta una nuova collezione bagno ispirata al Mediterraneo. Qui il riferimento non è solo geografico, ma culturale: luce, essenzialità e matericità si intrecciano in un’idea di abitare il Mediterraneo che trova nella masseria la sua forma di espressione più autentica. Queste architetture, costruite con materiali locali, nascono per integrarsi con il paesaggio per dare vita a spazi essenziali ma profondamente materici, in cui architettura e natura diventano parte di un unico racconto.
In questo contesto anche il bagno diventa parte del progetto: non solo uno spazio funzionale, ma un ambiente in cui materia, luce e proporzioni contribuiscono a creare un’esperienza sensoriale. Parte della collezione nasce dalla collaborazione con lo studio Ramón Esteve Estudio, il cui linguaggio essenziale valorizza il rapporto tra materia, luce e forma. Un dialogo che trova piena espressione in progetti come Secolario, firmato dall’architetto Toti Semerano. Qui, il recupero di un’antica masseria diventa racconto contemporaneo: la pietra naturale costruisce spazi, superfici e atmosfere, in equilibrio con elementi locali come il legno di ulivo. Più che una semplice collezione, quella presentata da Pimar è una narrazione materica del Mediterraneo: un invito a riscoprire un modo di abitare in cui natura, architettura e cultura convivono in armonia, restituendo alla pietra il suo ruolo originario di elemento vivo e identitario.









