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The sensitive factory: Ferrania 1917-2017

«Un’aristocrazia di mano d’opera altamente istruita reclutata sul posto». Con questi termini Guido Piovene descriveva il personale della Ferrania, fabbrica delle pellicole nota internazionalmente e collocata per l’appunto a Ferrania, piccolo borgo dell’entroterra ligure, in provincia di Savona. A metà degli anni ’50 Piovene realizzava il suo Viaggio in Italia dentro un paese in cambiamento, fra eredità contadina e sviluppi industriali. Proprio l’incrocio fra industria e territorio è uno degli aspetti più rilevanti della Ferrania: uno stabilimento chimico ad altissima specializzazione dentro una piccola valle, circondata dai boschi e attraversata dal fiume Bormida, animato da intere generazioni di donne e uomini. Nel 1917 veniva fondata la FILM per riconvertire uno stabilimento bellico: nei decenni il ristretto numero di lavoratori e reparti si trasforma in una fabbrica-paese con migliaia di impiegati, con macchinari sofisticati – realizzati nelle proprie officine – che producevano ogni giorno chilometri di pellicola emulsionata, con case e orti per gli operai… La storia della Ferrania attraversa la storia nazionale (gli anni del fascismo, l’occupazione tedesca); nel 1964 la società viene acquistata dal colosso americano 3M.

La produzione di molteplici tipologie di pellicola (fotografia, cinema, radiografia) esportate in tutto il mondo proseguirà fino alla metà degli anni ’90. Il mondo Ferrania racconta dell’incontro fra cultura del lavoro e cultura d’impresa: una ricerca insistita dell’eccellenza che rifugge ogni approssimazione (la produzione di pellicola non può tollerare il minimo errore) e si nutre di un confronto continuo fra operai, chimici, ingegneri, fra sperimentazione e produzione, con un raro senso di appartenenza. L’intelligenza creativa si rispecchia anche nei campi del design o della pubblicità. Basterà qui citare alcuni grandi nomi: Giò Ponti e Luigi Veronesi. Il primo, negli anni ’30, progetta la sede milanese dell’azienda (in corso Matteotti a Milano, attiva fino al ’72) e disegna gli arredi. Il secondo, a partire dal dopoguerra, darà vita all’immagine «cromatica» della comunicazione Ferrania, nelle inconfondibili campagne, nelle pubblicazioni, negli stand internazionali. E ancora Achille Castiglioni che fa consulenza all’Azienda per quanto riguarda il disegno industriale delle fotocamere. A questi e a molti altri aspetti sarà dedicato il Ferrania Film Museum, che il comune di Cairo Montenotte (SV) ha immaginato in un palazzo del suo centro storico. Reperti, parole e immagini racconteranno la grande storia della fabbrica delle pellicole. Il museo, attivo dal 2017, cofinanziato dalla Comunità Europea e Regione Liguria, Amministrazione Comunale e Fondazione De Mari, si giova della collaborazione della Fondazione 3M di Milano.

Story . Gabriele Mina