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Officine Tamborrino. The Social Soul of Design

Chi ha detto che la condivisione, l’accoglienza e la dimensione familiare non abbiano niente a che fare con l’imprenditoria? Certo non la pensa così Licio Tamborrino, anzi, secondo lui il ruolo sociale di un’azienda è fondamentale.
Officine Tamborrino nasce nel 1957 come laboratorio artigianale di arredamenti in metallo per l’ufficio. Negli anni successivi si sviluppa fino a diventare un’importante realtà industriale, e seguendo le mode anglofone dei decenni successivi cambia il nome in Scaff System, continuando ad espandersi sul mercato e ad acquisire sempre maggiore notorietà.
Fin qui sembra la storia di una realtà come tante altre, ma durante il primo decennio del nuovo millennio avviene una piccola-grande magia. Nel 2012 Licio Tamborrino è alla guida dell’azienda assieme alle sue sorelle, ed è in quel momento che il seme del design si insinua all’interno della visione imprenditoriale della 3° generazione.
L’azienda continua a progettare e realizzare sistemi di immagazzinaggio, soppalchi componibili, capannoni e strutture metalliche, magazzini automatici e autoportanti, ma è con la produzione di una libreria metallica e di una serie di complementi d’arredo – dalle linee che richiamano quelle degli anni ’50 e ’60 – che avviene il cambio di passo. I prodotti piacciono molto e velocemente viene deciso di rispolverare il vecchio nome dell’azienda, appunto Officine Tamborrino.
Il “nuovo brand” inizia a partecipare regolarmente alle varie Design Week milanesi, dove si fa conoscere e si consolida. Grazie a queste occasioni giovani designer si avvicinano all’azienda, inviano i loro progetti ed iniziano delle collaborazioni sinergiche.

Attualmente il brand è presente in importanti concept store, tra cui la galleria Dilmos di Milano e Conran Shop a Londra e Parigi. Officine Tamborrino si apre così verso nuovi orizzonti, anche – e soprattutto – verso il territorio nel quale è presente da ormai 60 anni, ma che finalmente viene visto con occhi nuovi. È l’amore, unito al senso di appartenenza al proprio territorio, che apre nuove strade che conducono all’arte, alla cultura, al design e alla socialità.
Vengono avviati i primi progetti che corrono parallelamente alle attività di Scaff System, ma che godono di una loro indipendenza conquistata dai ritagli di tempo strappati all’attività principale.
Dopo aver partecipato al festival Attraversamenti come sponsor tecnico, il percorso di avvicinamento al mondo dell’arte continua grazie all’intervento dell’artista Caio Gracco. Il maestro allestisce un vero e proprio set fotografico all’interno dell’azienda, immortala una serie di performer e posiziona poi le immagini negli stessi spazi, trasformando il capannone in uno scenario suggestivo che viene aperto ai visitatori nella mostra intitolata Materie Sensibili.
L’azienda diventa così un luogo di incontro, di conoscenza e di confronto e l’arte e il design diventano i protagonisti. Da queste attività parallele scaturiscono le prime collaborazioni importanti con il mondo del design – Politecnico e ADI tra le tante – le quali portano sul territorio una serie di iniziative che vengono organizzate all’interno di uno store appositamente creato per l’esposizione dei prodotti e per la condivisione, che si realizza attraverso la presentazione di libri, incontri con architetti e designer, rappresentazioni teatrali.
L’azienda diventa sempre più un luogo dove crescere come professionisti e come individui. Come afferma lo stesso Licio “le persone sono al centro del progetto, sono la sua vera forza”. Parallelamente allo sviluppo dei prodotti vengono approfondite le relazioni con personaggi straordinari come Luciana delle Donne, che dà lavoro alle detenute delle carceri di Trani e di Lecce per dare loro una nuova possibilità di inserimento sociale, con la quale Officine Tamborrino inizia a realizzare svariate iniziative.
Nasce in maniera simile anche un altro progetto bellissimo, quello del ristorante sociale X Food, dove trovano lavoro ragazzi diversamente abili. Nel 2016 un’altra importante collaborazione, quella col maestro Alessandro Guerriero – vera icona del design italiano – permette all’azienda di presentare alla Design Week una collezione inedita e di grande successo. Ultimo, ma non per importanza, è il progetto SPOT: uno spazio all’interno dell’azienda chiamato Spazio Pensiero Officine Tamborrino, luogo di co-working che accoglierà ragazzi del territorio ai quali sarà data la possibilità di lavorare e allo stesso tempo di sviluppare dei progetti di alternanza scuola-lavoro.Attraverso tutte queste attività, Officine Tamborrino si arricchisce di un’energia nuova, motivando il gruppo di lavoro e aumentando il senso di appartenenza. L’azienda è aperta: riceve, accoglie e invita tutti i suoi lavoratori ad interagire con l’esterno per allargare i propri orizzonti.
Il design, quindi, come chiave per trovare gli stimoli fondamentali nel portare avanti il proprio lavoro con intraprendenza. Ne è fermamente convinto Licio “design significa progetto e non si può essere un’azienda senza il design. La differenza sta nel farlo consapevolmente o meno. Solo nel primo caso il design può essere un fattore di crescita ed essere una leva per lo sviluppo dell’azienda”. Può un approccio al design cambiare radicalmente la visione di un’azienda? La risposta è “sì” e Officine Tamborrino ne è la prova.

Story . Cristina Bigliatti
Photo . Angelo Dadda

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