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Leucos. Art form the future past

Leucos da più di cinquant’anni produce luce e ricerca sul tema dell’illuminazione, una visione aziendale moderna che ha origini nell’antica arte vetraria veneziana ma che da sempre traguarda verso orizzonti nuovi. Stile, tecnologia e sostenibilità hanno costruito oggetti preziosi, magici, ancora oggi capaci di rappresentare presente e futuro.

Tradizione, materiali e tecnologie inedite, sempre più frequentemente si riuniscono a favore della causa ambientale e del risparmio energetico. Ecco come le aziende di ultima generazione tengono lo sguardo puntato verso il futuro, ma senza mai dimenticare le loro radici.
Leucos da più di cinquant’anni produce luce e ricerca sul tema dell’illuminazione, una visione aziendale moderna che ha origini nell’antica arte vetraria veneziana ma che da sempre traguarda verso orizzonti nuovi.
Stile, tecnologia e sostenibilità hanno costruito oggetti preziosi, magici, ancora oggi capaci di rappresentare presente e futuro.
Il Presidente di Leucos, Riccardo Condotti, ci illumina sulla storia dell’azienda, tra luce e design.

Quali sono state le tappe principali dell’evoluzione dell’azienda?
Leucos nasce nel 1962 a Scorzé vicino a Venezia per poi trasferirsi a Salzano. Il Veneto, in particolar modo la laguna con la sua arte vetraria, definisce il carattere proprio dell’azienda, che fin da subito sceglie il vetro come protagonista assoluto della propria ricerca. L’ideatore e fondatore di Leucos è Eugenio Pamio, che assieme a Renato e Giusto Toso – figli di un noto maestro vetraio muranese – sperimentano nuove forme e colori abbinati alla luce. I primi prodotti – disegnati dal designer Roberto Pamio e da Toso & Massari – sono lampade semplici che già esprimono, con evidenza, il connubio caratteristico tra capacità artistica e tecnica di illuminazione. Tra il 1980 e il 1990 Leucos allarga la sua ricerca alla produzione di formelle in vetro di Murano, un’ulteriore occasione per sottolineare il forte radicamento a una tradizione destinata a diventare marchio italiano oltre i confini nazionali. Tra il 1995 e il 2015 anche Leucos viene coinvolta nella profonda crisi che investe moltissime aziende italiane. Una ferita sicuramente dolorosa per l’azienda ma, allo stesso tempo, una tappa importante che ha permesso di ridiscutere il valore del proprio marchio. Nel 2015 sono subentrato alle precedenti proprietà decidendo di ridefinire con forza la mission aziendale, per provare a creare un valore originale e nuovo nel mondo dell’illuminazione, grazie al contributo di collaboratori appassionati, promuovendo il miglior lifestyle italiano per una nuova qualità della luce e della vita.

C’è un momento preciso in cui il design è diventato parte imprescindibile nella produzione?
No, non c’è un momento preciso. Il design inteso come processo di progettazione che porta alla definizione del progetto di eccellenza è sempre stato una parte imprescindibile nella produzione di Leucos. Un processo lungo, caratterizzato dalla capacità di osare, di innovare per rispondere adeguatamente alla contemporaneità a cui, da sempre, i nostri prodotti sono dedicati.

Tra i tanti designer che hanno collaborato con l’azienda ce n’è uno che ha “segnato” in modo particolare la storia di Leucos?
Sicuramente Roberto Pamio che ha disegnato Gill, la prima lampada per Leucos nel 1962. Le sue esperienze in Messico negli anni Ottanta e successivamente a New York, Madrid, Parigi, Amsterdam e Giappone hanno stimolato la sua sensibilità compositiva attraverso l’utilizzo della luce. Allo stesso modo Renato Toso e Noti Massari, coppia di designer veneziani, rappresentano per noi un riferimento importante. Sono loro i progettisti di Aella (1968), un diffusore in vetro soffiato dalle forme morbide ed eleganti, che dimostra la potenzialità espressiva della tradizione antica. Un vortice di vetro che accentua nell’eleganza della forma la qualità della luce. Con loro abbiamo immaginato, a quasi cinquant’anni di distanza nel 2016, la “nuova Aella” in versione sospensione e con tecnologia Led. Questa ripresa di alcuni prodotti CULT dell’azienda e la loro ri-progettazione in chiave contemporanea è un processo in cui credo molto.

Quali sono i premi più importanti ricevuti da Leucos nella sua lunga storia?
55 anni di storia corrispondono a moltissime soddisfazioni nella produzione e ad altrettanti riconoscimenti. Tra i più importanti ci sono sicuramente l’ADI Design Index del 2003 e del 2005, il Prix D’Excellence del 2003, i numerosi Good Design Award, senza tralasciare i 3 Roscoe Award negli anni ’80 e il recente Wallpaper Design Award 2017 con la lampada Trigona.

Progetti in cantiere?
I progetti sono sempre molti, il più vicino è sicuramente l’appuntamento Euroluce a Milano dove porteremo la trasposizione monumentale di Trigona, lampada pluripremiata, faro di uno sviluppo coerente in equilibrio tra tradizione e contemporaneità. La presenza all’importante esposizione milanese non si limiterà però solo allo spazio dedicato; infatti le lampade Leucos, la loro luce, saranno distribuite in svariati eventi milanesi che metteranno di volta in volta in risalto il loro colore, il loro disegno, la loro geometria ma anche la capacità di far brillare gli spazi quotidiani. Dopo l’appuntamento Euroluce, un progetto più ambizioso, già in cantiere, è lo Showroom a Miami, nell’assolata e colorata città americana vorremmo portare un po’ della nostra luce e del nostro saper fare italiano.