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Casa Ruffini

Può un progetto nascere intorno alla suggestione di un materiale? In questo caso così è avvenuto.

Durante un evento del salone del mobile, rimasi molto colpita dalle sfumature di un travertino grigio proveniente dall’Iran. Pensai subito che fosse meraviglioso, in quanto univa la bellezza della pietra, con le sue venature caratteristiche ed il colore del cemento. Quando vidi gli spazi vuoti dell’appartamento in via Ruffini, precedentemente usati come uffici, pensai subito a quel marmo da utilizzare come elemento principale per rivestire tutta la porzione della casa che necessitava di una ristrutturazione integrale, in quanto priva di pareti, con una parte dedicata ai servizi igienici degli uffici, quindi totalmente incompatibile con la nuova destinazione ad abitazione privata”.

La residenza nella quale l’architetto Alessia Garibaldi ha deciso di vivere, si trova all’interno di un palazzo nobile degli inizi del 900 a Milano, a due passi dal Cenacolo di Leonardo in Piazza Santa Maria delle Grazie. L’appartamento di circa 200 MQ è stato diviso in due unità separate, rispettivamente di 70 MQ e 130 MQ.
Quest’ultima si presentava con locali caratterizzati da soffitti alti e spazi semplici, privi di partizioni interne, ad eccezione di un importante salone con anticamera, caratterizzato dalla preesistenza storica di stucchi alle pareti, cornici in noce, due vetrinette passanti tra i due locali e un camino centrale in marmo rosso.
La parte storica è stata completamente restaurata e valorizzata, il vecchio parquet in quercia è stato patinato con un colore più scuro, le pareti ridipinte di grigio chiaro per la zona giorno e un colore più scuro “mud” nella sala da pranzo. Le vecchie cornici in gesso sono state lumeggiate con delle dorature fatte a mano e ben calibrate.
Nella sala da pranzo la libreria ultra slim in bachelite scura su disegno dell’architetto, accoglie due grandi specchiature che ricalcano la precedente preesistenza delle due porte che collegavano i vecchi appartamenti.
Le specchiature giocano un ruolo scenografico, ampliando e dando profondità allo spazio come se la sala proseguisse idealmente nell’appartamento retrostante.
Su di esse sono state agganciate due piccole console in legno nero con piano di marmo illuminate dalle Foglio di Tobia Scarpa, il tutto riflesso in un interessante gioco prospettico. Gli ambienti sono dominati dalle simmetrie a partire dalla grande cornice in legno che divide la sala da pranzo dal salone.
Le vetrinette in vetro calandrato sono passanti tra i due ambienti e i mobili disegnati e realizzati appositamente per questi spazi giocano e valorizzano l’atmosfera elegante che si respira, dando una sensazione di coerenza e continuità temporale, come se tutto sia sempre esistito.

La parte contemporanea è subito anticipata nell’ingresso, dove una “cucina a vista” accoglie in modo inaspettato il visitatore. Il travertino diventa il protagonista: un parallelepipedo passante pensato come una scultura, sospeso e diviso tra i due ambienti da una parete vetrata extra chiara. Il cemento alle pareti si fonde con la pavimentazione creando ambienti molto intimi e famigliari, con toni di colore declinati dal grigio al tortora, illuminati da luci tecniche e bolle sospese di cristallo.
La camera ruota letteralmente intorno alla parete di fondo, completamente rivestita in travertino lasciato al suo stato naturale, ricco delle tipiche fessure di questo materiale, che diventa elemento scultoreo. La parete distaccata dal soffitto e dal pavimento gioca sulla leggerezza. Grazie all’ausilio del vetro extra chiaro sulla parte finale, separato da dei piatti in bronzo, l’insieme risulta alla vista leggero consentendo di apprezzare la ricchezza dei materiali utilizzati.
La parete in travertino crea anche una zona aperta nella quale è stata ricavata a sinistra la cabina armadio passante e a destra il bagno retrostante, quest’ultimo caratterizzato da una grande doccia in travertino levigato a casellario. Gli ambienti sono minimali, caratterizzati da materiali preziosi, lavorati completamente a mano.
Il tutto è frutto di un’attenta selezione e di una sintesi concettuale, dove la materia scelta diventa essenziale ed insostituibile. I mobili disegnati dall’architetto in rovere scuro hanno forme arrotondate e l’ottone letteralmente trapassa i volumi giocando sugli equilibri tra le masse quasi sospese, accompagnate dalle venature dei legni e dei marmi che corrono combaciando tra loro.

In questo contesto si inserisce e trova spazio ideale una collezione d’arte contemporanea, grande passione della padrona di casa. Dalle fotografie di Hans op de Beeck, Erwin Olaf, Gabriele Basilico, Claudio Gobbi e Nobuyoshi Araki si passa alle opere di Mario Schifano, Angela Glajcar, Paolo Gonzato, Joël Andrianomearisoa, fino all’esplosione di colore dell’arazzo dell’artista africano Abdoulaye Konaté.

L’illuminazione attenta e tecnica, studiata insieme a Flos, consente di apprezzarne le caratteristiche individuali.

PROJECT Casa Ruffini
INTERIOR PROJECT: Alessio Garibaldi
LOCATION Milano, Italy
YEAR 2018
PHOTO Helenio Barbetta

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